Ato 3 idrico e società in house per la gestione del servizio: bando per la relazione che dovrà -convincere- l’Authority

Ato 3 idrico e società in house per la gestione del servizio: bando per la relazione che dovrà -convincere- l’Authority

Ato 3 idrico e società in house per la gestione del servizio: bando per la relazione che dovrà -convincere- l’Authority

venerdì 28 Maggio 2010 - 23:54

Avviate le procedure per l’individuazione del soggetto che dovrà redigere il documento sul contesto territoriale dal punto di vista economico, pubblico e sociale

Si continua a lavorare verso il definitivo sblocco dell’Ato idrico 3, società d’ambito che dovrà occuparsi, secondo la rivoluzione normativa che sarebbe dovuta avvenire con l’applicazione della legge Galli, della gestione integrata dell’acqua nel territorio provinciale. Una struttura condotta per anni in maniera fallimentare, ma che sotto la guida del presidente della Provincia Nanni Ricevuto sta provando a venire fuori dal guado dell’immobilismo in cui era caduta, per chiudere i conti con il passato ed attivare un’organizzazione che possa dare forma ad un servizio fondamentale per la popolazione. Una realtà che dovrebbe occuparsi, attraverso la Segreteria Tecnico-Operativa, anche di gestire ingenti finanziamenti per nuove opere infrastrutturali, su tutte depuratori e condotte idriche.

L’attuale collegio dei revisori dei conti, la cui nomina è stata sancita da uno storico accordo tra i numerosi sindaci dei centri della provincia, è a lavoro su bilanci degli anni passati, che non hanno mai ottenuto parere positivo. Pare che in tal senso siano state diverse le anomalie riscontrare nella gestione. Ma per i dettagli bisognerà attendere la relazione finale che sarà trasmessa al presidente Ricevuto.

Intanto la segreteria tecnica operativa ha avviato le procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto (gruppo di lavoro o studio professionale), in grado di redigere una relazione sul contesto territoriale dal punto di vista economico, pubblico e sociale da inviare all’Authority, che dovrà esprimersi sulla possibilità di puntare sull’affidamento del servizio ad una società in house, spa a gestione pubblica. Nel caso in cui la stessa dovesse essere accolta, si procederà poi con un ulteriore bando ad evidenza pubblica per individuare la società di gestione. L’ipotesi profilata, apparentemente condivisa fuori dagli schemi ufficiali dall’assemblea dei sindaci, va in direzione di una società che nasca dalle -ceneri- della MessinAcque, nella quale dovrebbero essere integrate società come l’Amam e altre che operano nei singoli distretti.

Ma come detto il primo passaggio è rappresentato dall’analisi del mercato prevista dall’avviso esplorativo (di natura puramente istruttoria, finalizzato alla raccolta dati), che sarà volta ad accertare se sussistono le situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, ed in presenza delle quali è consentito, sulla base dell’art.23 bis del D.L. n. 112/2008, procedere all’affidamento in -house providing- del Servizio Idrico Integrato.

Fanno parte dell’incarico -la ricerca, lo studio e l’elaborazione di ogni elemento utile ad accertare se sussistono le situazioni eccezionali che legittimano- tali ipotesi, e accertata la sussistenza di tale situazioni eccezionali, la compilazione del formulario previsto dall’AGCM per l’acquisizione del parere di detta Autorità. L’incarico è multidisciplinare, atteso che richiede il contemporaneo e sinergico contributo di figure professionali diverse: analista economico, esperto di diritto antritrust, ingegnere con specifica competenza in materia di opere idrauliche e geologo.

Pertanto l’autorità d’ambito, prima di dare avvio ad una procedura di evidenza pubblica diretta ad una procedura di evidenza pubblica diretta ad individuare il soggetto al quale affidare l’incarico in parola, ritiene opportuno eseguire un’indagine conoscitiva volta a verificare quale sia il mercato dei potenziali affidatari. Il valore indicativo dell’incarico in questione è di € 50.000 Iva ed oneri previdenziali esclusi.

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