Il sindacato chiede al sindaco di “avviare tale virtuoso percorso per il bene della nostra comunità”
Atm e Messinambiente , le due partecipate più attenzionate del momento, ancora protagoniste.
Dopo i rilievi poco rassicuranti del presidente della commissione consiliare Politiche finanziare , Giuseppe Melazzo (Udc), che anche ieri – nel corso della seduta del Consiglio comunale dedicata all’approvazione del bilancio consuntivo 2009 – ha evidenziato le “palesi discrasie” nei conti delle due società, oggi è la Cisl a riaccendere il dibattito.
Il sindacato torna a chiedere la privatizzazione di Atm e Messinambiente e formalizza la proposta – già avanzata nella recente assemblea generale – in una lettera destinata al sindaco Giuseppe Buzzanca.
“Per la Cisl – si legge nel documento firmato dal segretario generale Ust, Tonino Genovese– privatizzare significa razionalizzare risorse e rendere funzionali e produttivi i servizi così da offrire garanzie ai lavoratori e alla comunità. La situazione economica in cui ci troviamo non consente più interessi o scorciatoie che portino sempre all’uso politico dei beni e dei servizi pubblici. La proposta di privatizzazione dell’Atm e di Messinambiente, quindi, significa la volontà di passare dalla cultura del laisser faire a quella della partecipazione”.
Secondo il sindacato, infatti, “la partecipazione alla governance aziendale, anche azionaria dovrebbe inglobare anche i lavoratori, che partecipando direttamente alla gestione aziendale avrebbero così la piena coscienza e consapevolezza di come le loro azioni siano fondamentali per il rilancio dell’azienda e sarebbero anch’essi padroni del futuro del proprio posto di lavoro e del loro destino”.
Per la Cisl, dunque, “la partecipazione è lo strumento principale per l’esercizio della democrazia reale e partecipata e si basa su conoscenza, responsabilità, ruoli e trasparenza”.
La Cisl, in particolare per l’Atm, negli anni scorsi ha sostenuto la necessità di una azienda pubblica che governasse con criteri aziendali tutta la mobilità della città, ma “nonostante gli impegni presi e profusi da parte pubblica oggi – scrive la Cisl – constatiamo, amaramente, che si rimanda la cura e si acuiscono i problemi, organizzativi, funzionali, di garanzia e degli stipendi. All’Atm i lavoratori vivono in perenne stato di incertezza, di rischio di paralisi economica e gestionale. Un’emergenza che vanifica ogni tipo di accordo perché si opera costantemente per tamponare l’emergenza con travasi continui di soldi e ogni volta si ricomincia il giro. Sempre uguale ma sempre più grave perché gli sprechi aumentano così come l’insoddisfazione. Sarebbe diverso con investimenti da parte di soggetti esterni che avrebbero l’interesse a mandare in attivo l’azienda e cosa ancora diversa sarebbe se a garanzia di ciò ci fosse la partecipazione dei lavoratori e delle parti sociali che, individuando obiettivi comuni quali la stabilità dell’impresa e il rispetto della persona umana, potrebbero concertare un modello d’impresa più solido e più orientato alla persona”.
“Comprendiamo – conclude il documento – che il momento ci impone questa scelta perché è necessario individuare nuove vie comuni che portino alla benessere sociale.
La palla passa adesso al primo cittadino, al quale la Cisl rivolge un invito preciso : “Restiamo, signor Sindaco, in attesa di un incontro con la S. V. per avviare tale “virtuoso” percorso per il bene della nostra comunità”.
