Il rappresentante della III circoscrizione non più disposto a giustificare l’inerzia dell’amministrazione: “Si tratta di un intervento che permetterebbe di migliorare la viabilità in tutta la zona che conduce al complesso residenziale Messina Due”
Il muro di via Salita Contino, quello adiacente gli uffici amministrativi dell’Azienda Ospedaliera Papardo-Piemonte, lungo la strada che conduce al complesso residenziale “Messina Due”, rischia di diventare il muro della discordia. Non riesce infatti a trovare “sbocco” la richiesta avanzata negli scorsi mesi dal consiglio della III circoscrizione, che ne ha chiesto l’abolizione per cercare di favorire una migliore viabilità in una zona ormai ad elevata densità abitativa.
Nonostante l’iniziale condivisione da parte dell’amministrazione, inizialmente favorevole all’intervento di eliminazione della struttura, il procedimento sembra ora essersi arenato. Lo afferma il consigliere del III quartiere Santi Interdonato che oggi interviene ripercorrendo i passaggi della vicenda.
“Il 9 marzo 2010, su convocazione dell’assessore Pippo Isgrò – afferma Interdonato – si era tenuta la prima seduta di un tavolo tecnico cui avevano preso parte anche l’ing. Pellegrino, direttore dell’ufficio tecnico del Papardo – Piemonte, l’ingegnere Bartolotta per l’ufficio tecnico del Comune. Nell’occasione è stata confermata l’idoneità della soluzione prospettata, anche perché il muro risulta non più essenziale per la delimitazione dei confini dell’immobile di proprietà dell’Azienda Ospedaliera, la quale, dal canto proprio, ha confermato la propria disponibilità alla cessione della titolarità del muro, nonché della porzione di terreno necessaria per la retrocessione dello stesso, ferma restando l’assunzione degli oneri economici per la ricostruzione in capo al Comune”.
Secondo quanto dichiarato dal rappresentante di quartiere, dunque, unico tassello mancante è la formulazione, da parte del Comune, di una proposta concreta che spinga l’azienda ospedaliera a cedere l’area considerata. A bloccare l’iter però, la mancanza di sufficienti risorse economiche nel bilancio previsionale 2010 che dunque a determinato un blocco totale dell’iter progettuale. “Tuttavia – sostiene Interdonato – non può più essere giustificata l’inerzia dell’Amministrazione comunale circa l’effettuazione delle indagini geognostiche indispensabili per l’elaborazione del progetto”. Ben precisa la richiesta che il rappresentante di quartiere inoltra dunque agli assessori Isgrò e Miloro: “Reperire tra le pieghe del bilancio comunale le risorse necessari”.
