Centrodestra a pezzi ma senza un'alternativa continuerà a vincere in Sicilia

Centrodestra a pezzi ma senza un’alternativa continuerà a vincere in Sicilia

Marco Olivieri

Centrodestra a pezzi ma senza un’alternativa continuerà a vincere in Sicilia

sabato 06 Giugno 2026 - 10:40

Di scandalo in scandalo e inchiesta dopo inchiesta, emerge l'assenza di una classe dirigente autorevole. Ma il campo progressista rimane debole

di Marco Olivieri

SICILIA Centrodestra in tilt nell’isola ma l’alternativa dov’è? Scandali e indagini giudiziarie continuano. E se si è innocenti fino al terzo grado di giudizio e la valutazione spetta ai magistrati, e non al “tribunale” dei social, sul piano politico il segnale è chiaro. L’ennesima inchiesta per corruzione al Cefpas, l’ente regionale per la formazione del personale sanitario (ah, ancora la sanità!), domina la scena, con indagato  il deputato all’Ars di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto. E, sui fondi regionali, i riflettori si sono pure accesi sull’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

Al caso Cuffaro, alle vicende giudiziarie che hanno investito l’assessora Elvira Amata e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, entrambi di Fratelli d’Italia, e alle tempeste e divisioni in Forza Italia va aggiunto il quotidiano “Vietnam parlamentare all’Assemblea regionale. In più, “cerchi magici” e reti clientelari sono le accuse più lievi che si fanno alla politica siciliana. Nessuno schieramento e nessuna coalizione ne sono immuni ma il centrodestra ha le maggiori responsabilità, dati i rapporti di forza nell’isola. Formazione delle classi dirigenti, contenuti basati su programmi e valori, idee e partecipazione democratica: tutto ciò manca ai partiti, spesso gusci vuoti. Senza parlare del costante “Vietnam” parlamentare all’Assemblea regionale e della legittima polemica sulle “mance elettorali”.

Nel frattempo, il commissario di Forza Italia in Sicilia, il parlamentare Nino Minardo, farà un tour nelle città siciliane per toccare con mano le ragioni della crisi di un partito sempre più dilaniato. Con Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, e l’eurodeputato Marco Falcone contrapposti al presidente della Regione Renato Schifani, che aspira alla ricandidatura.

L’opposizione progressista stenta in Sicilia a incarnare un’alternativa credibile

In questo clima di sfiducia generalizzata, che alimenta l’astensionismo, non spicca la voce forte e autorevole di un’opposizione unitaria. Senza una seria alternativa progettuale, la coalizione progressista è destinata a perdere ancora. Il centrodestra può continuare a stravincere in Sicilia e forse in Italia se, sull’altro fronte, non avverrà una radicale messa in discussione di idee e visioni. Idee e visioni che devono essere incarnate da una classe dirigente credibile e scevra dai vizi autoreferenziali del passato e del presente. Fino ad ora il centrosinistra o campo largo, come si preferisce, stenta a distinguersi per un progetto chiaro e alternativo, favorendo una nuova e credibile classe dirigente. Sarà banale ribadirlo ma l’interrogativo è d’obbligo: se non ora, quando?

Campo progressista in Sicilia

I ballottaggi in Sicilia

“Tutti al voto per sconfiggere le destre. Dobbiamo raccogliere il segnale che proviene da chi, nel primo turno delle amministrative, ha già scelto la proposta del campo alternativo (nella foto i responsabili in Sicilia, n.d.r.), mandando tre candidati al ballottaggio, proposti da Controcorrente e sostenuti dalla coalizione del campo largo. I cittadini dopo aver visto amministrare il centrodestra, da Roma alla Sicilia, hanno le idee chiare. Ora occorre fare l’ultimo sforzo in vista dei ballottaggi e sostenere il cambiamento, dando la preferenza ai nostri candidati”. Così gli esponenti del campo largo, Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia, Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S, Ismaele La Vardera di Controcorrente, Fabrizio Micari di Italia Viva-Casa Riformista, Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone di Avs (nella foto).

Tuttavia, chiusa l’esperienza elettorale delle amministrative, bisognerà affrontare davvero gli elementi critici e invertire radicalmente la rotta. O il deleterio tirare a campare, con effetti nefasti sulla Sicilia, prevarrà.

In evidenza il presidente della Regione Schifani e il presidente dell’Ars Galvagno.

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3 commenti

  1. Ma chi li vota più questi, preferiscono non votare

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  2. I pezzi pur di vincere si attaccano alle poltrone con l’attacc.

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  3. E chi sarebbe meglio, il PD? ScN ? 😂

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