Il consigliere provinciale del gruppo Democratici Autonomisti evidenzia alcune anomalie nella nuova piattaforma: «Seppure trovi il compiacimento di qualche rappresentante sindacale, a mio avviso disconosce alcuni principi fondamentali dell’ordinamento legislativo che si richiamano alla elementare gerarchia delle fonti»
Già da qualche tempo la Provincia è oggetto di aspre critiche per gli agli assetti organizzativi e le specifiche competenze degli organi apicali all’interno dei singoli Dipartimenti amministrativi. La richiesta pervenuta a suo tempo da parte del Consiglio Provinciale sulla rotazione dei Dirigenti degli Uffici Tecnici (vedi correlato in basso) e i vari richiami avanzati ai Dirigenti e Funzionari, finalizzati a quelle norme sulla trasparenza degli atti posti in essere rispondenti ai requisiti di efficacia, efficienza ed economicità, non hanno cambiato le cose.
Una situazione che ha spinto il consigliere provinciale del gruppo Democratici Autonomisti, Tonino Calabrò a scrivere al presidente dell’Ente, Nanni Ricevuto. «Non posso nascondere il forte disagio e la non condivisione, come consigliere provinciale già con esperienza passata da dirigente sindacale in Enti Locali, della proposta che l’amministrazione ha avanzato in merito alla nuova piattaforma di “Regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi della Provincia regionale di Messina”. Tale proposta da me visionata, seppur possa trovare, forse, il compiacimento di qualche rappresentante sindacale o di qualche burocrate zelante, disconosce a mio avviso alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento legislativo che si richiamano alla elementare gerarchia delle fonti – spiega Calabrò -. Tra le tante anomalie ravvisate, Le evidenzio per esempio, la proposta al 2° comma dell’art. 8 che contrasta palesemente le norme previste dal CCNL dove, invece, si possono benissimo trovare le valide soluzioni alternative già adottate in parte con l’istituzione delle posizioni organizzative per il personale di cat. D».
«Inoltre, essendo il sottoscritto, fermamente convinto che l’azione della Sua Amministrazione è sicuramente volta allo snellimento della burocrazia ed al raggiungimento degli obiettivi sopra descritti – continua Calabrò -, mi permetto di rammentare che una nuova struttura organizzativa potrebbe anche avvalersi, così come le norme contrattuali lo prevedono, oltre che della figura dei Dirigenti anche di funzionari a cui possa essere riconosciuto il profilo dell’Alta Professionalità per specifiche competenze; mantenendo sempre distinte le competenze dirigenziali da quelle attribuibili, nel rispetto delle procedure previste dai contratti, ai funzionari».
Calabrò inoltre specifica che la Legge n° 127 del 1997 all’art.5 comma 4 (Disposizioni in materia di funzionamento dei consigli comunali, provinciali e regionali) recita: “E’, altresì, di competenza della Giunta l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio”,. «Con questo auspico la correzione della proposta avanzata anche se dovesse, al limite dell’impossibile, passare attraverso una concertazione sindacale – conclude il consigliere – Poiché in qualità di componente del Consiglio Provinciale nell’interesse dell’Ente e quindi anche della Sua persona, ritengo doveroso impedire l’adozione di atti che potrebbero avere i requisiti dell’annullabilità secondo le normative contrattuali vigenti».
