VI quartiere o nuovo comune? Sull'ipotesi di secessione della circoscrizione la riflessione di Grioli e Hyerace

VI quartiere o nuovo comune? Sull’ipotesi di secessione della circoscrizione la riflessione di Grioli e Hyerace

VI quartiere o nuovo comune? Sull’ipotesi di secessione della circoscrizione la riflessione di Grioli e Hyerace

giovedì 21 Ottobre 2010 - 08:07

Per gli esponenti del Pd, segretario cittadino e consigliere del IV quartiere, il malessere manifestato dai cittadini altro non è se non il segno della fallimentare politica di decentramento attuata da Buzzanca, il cui modello di gestione amministrativa è contraddistinto dal “centralismo”. E i due invocano “più potere alle circoscrizioni”

Quartieri: dovrebbero costituire un “arma” in più a disposizione dell’amministrazione per capire quali effettivamente siano le esigenze dei cittadini. Troppo spesso però le disattenzioni ed i problemi legati al controllo di un territorio così vasto come quello di Messina, contribuiscono ad alimentare situazione sempre più ingestibili che non fanno che aumentare il gap tra cittadini, appunto, e politici. Duque, più potere alle circoscrizioni. Questa la riflessione del rappresentante del IV quartiere Armando Hyerace e del segretario cittadino del Pd Giuseppe Grioli, di fronte la proposta, quanto mai significativa, di un nutrito gruppo di residenti della VI municipalità che chiedono, data anche la vastità di quella porizone di territorio, la creazione di un nuovo Comune.

I cittadini dei villaggi periferici di Massa S.Giovanni, Massa Santa Lucia, Massa S. Giorgio, Castanea, Acqualadrone, Spartà, San Saba, Piano Torre, Rodia, Salice, Ortoliuzzo e Gesso (circa 8000 in totale), chiedono un’amministrazione autonoma rispetto a quella di Palazzo Zanca che, evidentemente, non riesce ad ascoltare esigenze e bisogni della periferia più a nord della città. Da qui l’osservazione dei due esponenti del Partito Democratcio che ora più che mia considerano necessario adottare la scelta di affidare il governo del territorio, con poteri esecutivi, alle circoscrizioni: “Non si tratta solo di un doveroso adempimento amministrativo, adesso ancor più doveroso visto quanto prescritto dalla legge regionale n. 22/2008, ma un passaggio obbligato per il governo di una grande città”.

Le municipalità, sostengono Hyerace e Grioli, svolgono un ruolo importantissimo ed efficace nella gestione dei piccoli problemi quotidinai, dalla manutenzione del verde a quella delle strade: “Decentrare quote di potere – affermano – dotarle di poteri esecutivi e uffici tecnici, rende più snella ed efficace l’operato dell’amministrazione”. L’esatto contrario di quanto invece avviene oggi, poiché alle Muncipalità appartengono compiti squisitamente d’indirizzo mentre i compiti attuativi sono propri della dirigenza dell’apparato centrale Comunale: “E ciò – spiegano gli esponenti del Pd – inevitabilmente determina uno svuotamento di funzioni e confusione di ruoli”.

Per Hyerace e Grioli da questo momento in poi si rende dunque necessaria una riflessione, da parte dell’amministrazione, sul ruolo che la politica vuole assegnare agli organi di decentramento. “La concentrazione di troppi poteri nelle mani del sindaco determina lo svuotamento dei poteri degli enti decentrati ed anche del Consiglio Comunale e della Giunta. Questo deficit di democrazia che propone il nuovo centralismo del modello Buzzanca determina l’abbandono delle periferie, l’assenza di strumenti alle circoscrizioni che consentirebbe ad esse di rispondere alle istanze dei territori”.

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