Il segretario comunale del Partito Democratico chiede di bloccare il bando e di pubblicarne uno nuovo con il quale si metta a gara almeno il 40 % delle azioni di Messinambiente. La società di via Dogali intanto ha annunciato di partecipare alla gara, se necessario attraverso la creazione di un’Ati che dovrà però ottenere l’autorizzazione del comune, socio di maggioranza. Si continua a lavorare sul fronte della differenziata e sulla bonifica dei torrenti
La data ultima è quella del 18 dicembre. Improrogabilmente, entro le 12 di quel giorno, dovranno pervenire presso gli uffici dell’AtoMe3 Spa in liquidazione, i plichi contenenti tutta la documentazione necessaria per partecipare alla gara di “Affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed altri servizi connessi nel territorio del Comune di Messina”. Questa la dicitura esatta riportata nel bando, da noi soprannominato della discordia, pubblicato dall’Ato3 del commissario liquidatore Antonio Ruggeri. Il successivo 20 dicembre, alle 9.30, la Commissione giudicatrice provvederà all’avvio delle operazioni di gara che decreteranno il “vincitore”, cui spetterà, per i successivi cinque anni (fino al 2016) la gestione del sistema di raccolta rifiuti cittadino.
Sono in tanti però a sperare che quella data non venga mai raggiunta e il bando fermato prima del tempo, almeno «se si vuole salvare Messina dal baratro». Questa l’espressione utilizzata dal segretario comunale del Pd Giuseppe Grioli per definire la situazione che rischia di crearsi nel caso in cui non sia Messinambiente, al momento titolare di tutte le autorizzazioni, ivi compresa quella per la realizzazione della discarica di Pace, «non contemplata dal bando», precisa l’esponente del Partito, a gestire il sistema di raccolta rifiuti. Un bando criticato in più punti, in primis per l’importo base stanziato: 24.479.114,62, che si abbassa però a 23.801.387,47 conteggiando alcuni costi fissi annualmente previsti dall’Ato3, da utilizzare per la copertura di ben 24 “servizi generali obbligatori”: dalla raccolta giornaliera dei rifiuti solidi urbani, alla pulizia di spiagge, torrenti, aiuole, mercati, fino alla rimozione di carogne di ainimali. Servizi più che sacrosanti, di cui la comunità dovrebbe legittimamente usufruire, ma che tuttavia, come osservato dallo stesso rappresentante del Pd, non possono essere certo effettuati con la cifra sopra considerata. A meno che, come più volte osservato dai sindacati, che chiedono peraltro un nuovo incontro con il primo cittadino, non lo si faccia a “spese” del personale.
A far riflettere e soprattutto a preoccupare maggiormente lavoratori e rappresentanti sindacali, è un passaggio contenuto all’art. 15 del “Capitolato d’oneri” del bando, relativo appunto a “disposizioni specifiche relative al personale”: esso recita: ”Il Gestore aggiudicatario è obbligato nel rispetto del vigente CCNL di categoria applicato dalla Messinambiente ad assumere il personale in forza alla predetta società. Per l’esecuzione dei servizi il Gestore aggiudicatario dovrà avere in organico il personale necessario per garantire il puntuale, corretto e regolare espletamento dei servizi, nel numero e nelle qualifiche come specificati nell’offerta”. Ebbene, il criterio di “necessità” che il nuovo gestore riterrà più opportuno adottare, non è certo contemplabile. Altra osservazione, sempre rimanendo in tema di personale, riguarda le 30 unità attualmente impiegate all’inceneritore di Pace, la cui gestione non però risulta tra i “servizi generali obbligatori”. Lecito quindi chiedersi quale sia il loro futuro occupazionale.
«La nostra proposta – scrive quindi Grioli – resta sempre quella chiedere il ritiro del bando e la pubblicazione di uno nuovo con il quale si mette a gara secondo la L. 133 del 2008 art 23 bis, almeno il 40 % delle azioni di Messinambiente. Tale gara così come previsto dalla normativa, dovrà prevedere contestualmente l’acquisto delle azioni da parte del privato e l’acquisto della qualità di gestore del servizio. Il bando a nostro avviso deve contenere anche la gestione degli impianti di Pace perché solo così si può ottenere gli investimenti del privato che sono remunerativi sugli impianti e allo stesso tempo cominciare a pianificare l’ammortamento dei debiti che diversamente dovrebbe pagare il Comune e quindi i messinesi».
Ma veniamo dunque alla posizione attualmente occupata dalla società di via Dogali, dove certo non si respira un’aria di festa: ultima “tegola” quella delle dimissioni dell’avvocato Dalmazio, la cui ratifica avverrà nel corso dell’assemblea dei soci indetta per la prossima settimana. Proprio in quell’occasione si dovrà procedere alla nomina di un “sostituito”, chiamato da subito a combattere una battaglia certo non semplice, perché legata alla “sopravvivenza” della società stessa. Messinambiente però non si tira indietro, e come annunciato ieri dal direttore generale Armando Di Maria, in contatto diretto anche con il primo cittadino, l’azienda è pronta a partecipare al bando. Per sopperire alla mancanza di eventuali requisiti, si procederà alla creazione di un’Ati, per la cui costituzione è comunque necessaria l’autorizzazione del Comune, in qualità di azionista di maggioranza dell’azienda. Passaggio importante, quest’ultimo, per capire la reale volontà di mantenere continuità nell’attività di raccolta rifiuti. Ciò ovviamente in caso di aggiudicazione della gara da parte dell’attuale Gestore.
In attesa però che le carte, tutte, vengano scoperte, in città si continua a lavorare per garantire al meglio il servizio. Sul fronte della differenziata, si è arrivati a sfiorare l’8,1%: secondo gli ultimi dati, nel mese di ottobre nei CCR presenti in città (Psitunina, Giampilieri, Tremonti, Spartà, Pace, Ladreria), sono state raccolte 10.225.738.80 tonnellate di rifiuti già suddivisi. Ma la percentuale sembra destinata a salire con velocità attraverso la raccolta differenziata dell’umido (che ne costituisce la parte più consistente). Messinambiente ha infatti stipulato un accordo con oltre 50 tra ristoranti, bar ed utenze commerciali, che si preoccuperanno di suddividere le varie tipologie di materiali organici. L’attività inizialmente si concentrerà nella zona di Ganzirri, data l’alta presenza di locali.
Gli interventi della società con sede in via Dogali, riguarda però anche un altro fronte, quello della bonifica dei torrenti.
Corsi d’acqua attualmente bonificati (alla data del 17 novembre ndr): Galati, San Filippo, Santa Lucia, San Michele, Catanoso (Villaggio Aldisio), Cumia, Ciaramita (Annunziata), Rodia, Bordonaro, Contrada Puccino, Bisconte.
Corsi d’acqua in corso di bonifica: Ladreria, Tarantonio, Sperone.
Sul fronte della gestione rifiuti, si vivono dunque settimane estremamente delicate. La scadenza, quella del 18 dicembre, incalza, le incertezze e i dubbi, soprattutto tra i lavoratori, aumentano. Ma la paura è anche dei cittadini, preoccupati di vedere anche nelle strade di Messina il desolante spettacolo cui si assiste in numerosi centri della provincia, dove l’emergenza rifiuti è ormai cronica. Un’ipotesi certo da scongiurare, senza però nascondere il fatto che il “passaggio di consegne”, qualora esso avvenga, non sarà certo indolore.
