Truffe all'Inps: chiesto il rinvio a giudizio per dieci avvocati civilisti messinesi

Truffe all’Inps: chiesto il rinvio a giudizio per dieci avvocati civilisti messinesi

Truffe all’Inps: chiesto il rinvio a giudizio per dieci avvocati civilisti messinesi

martedì 25 Gennaio 2011 - 13:02

Avrebbero intascato parcelle non dovute o addirittura per prestazioni mai effettuate. L'inchiesta scattò grazie ad un esposto proprio dell'Inps

Sarebbero state liquidate dall’Inps di Messina parcelle non dovute o addirittura per prestazioni mai effettuate. Il sostituto procuratore Vito Di Giorgio ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci avvocati civilisti messinesi. Davanti al gup Giovanni Di Marco dovranno comparire gli avvocati Aldo e Guido Lombardo, Vincenzo Amato, Anna Maria Teresa Costanzo, Salvatore La Malfa, Giovanna Mazzeo, Michelangelo Mazzeo Rinaldi, Francesco Micali. Massimiliano Ponzio e Clelia Soraci. Precisiamo che solo agli avvocati Aldo e Guido Lombardo è contestato il reato associativo, gli altri indagati devono rispondere di singoli episodi di truffa all’Inps.

L’inchiesta scattò nel 2007 a seguito di una verifica effettuati dai responsabili della sede Inps di Messina che avevano avuto sentore di alcune irregolarità commesse nella liquidazione delle parcelle agli avvocati di controparte. Le indagini del Gico della Guardia di Finanza si sono concentrate sugli anni 2006 e 2007.

Le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio centinaia di parcelle liquidate dall’Inps ad oltre venti avvocati di controparte. Allo stesso tempo le indagini si sono concentrate su un ex funzionario dell’Inps, responsabile di aver liquidato le parcelle sospette. A quest’ultimo furono sequestrati due appartamenti, autovetture e conti correnti su disposizione della Procura di Messina. Il funzionario in questione avrebbe gonfiato le parcelle liquidate ai dieci avvocati finiti sotto inchiesta ma in alcuni casi sarebbero state pagate anche prestazioni mai effettuate dai professionisti.

L’avvocato Manuela Mancuso precisa che il suo assistito, l’avvocato Massimiliano Ponzio, risponde di tre ipotesi di truffa.

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