In un documento, studenti e ricercatori spiegano le ragioni per le quali domani saranno accanto ai lavoratori nel giorno dello sciopero dei metalmeccanici
Domani, in tutta Italia, è previsto lo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom.Gli operai incroceranno le braccia per protestare contro l’accordo di Mirafiori voluto da Marchionne. Davanti alla fabbrica di Termini Imerese ci saranno anche gli studenti di “Unime in protesta”, che faranno sentire il loro sostegno agli scioperanti. In un documento, spiegano le ragioni per le quali saranno accanto ai lavoratori.
“L’accordo di Mirafiori, approvato col voto decisivo degli impiegati dello stabilimento e che ha visto invece il forte rifiuto della quasi totalità degli operai torinesi – si legge testualmente – rappresenta certamente una svolta storica. L’esclusione dalla fabbrica dei sindacati (in questo caso, il sindacato, la Fiom) che non sottoscrivono l’accordo, nell’ottica della formazione di un unico sindacato padronale, ha un solo precedente, di fascista memoria. Giocare al ribasso con chi percepisce a malapena 1200 euro al mese, ricattando i lavoratori e costringendoli a firmare un contratto che lede il diritto di sciopero, svincola la Fiat dal rispettare il contratto nazionale, comprime le pause in un lavoro massacrante come quello del metalmeccanico, è un atto che scalfisce la dignità stessa delle persone”.
“Noi, studenti universitari da più di due anni in mobilitazione contro la riforma Gelmini, – continua il documento- scorgiamo in tutto ciò delle evidenti analogie con quello che è il progetto di questo Governo circa il futuro della ricerca e dell’università in Italia. Regalare gli atenei ai privati, sottomettere la libertà della ricerca all’obbligo del profitto, violare il diritto allo studio e alla formazione garantito dalla Costituzione, condivide, col contratto di Mirafiori, la prospettiva di un mercato che domini donne e uomini secondo le regole e le decisioni dei più potenti, che smantelli diritti fondamentali venendo a creare un futuro di precarietà ed incertezza esistenziali in cui è di fatto impedita la realizzazione di qualsiasi individuo”.
“Per questi motivi – conclude il documento- gli studenti universitari messinesi del collettivo ‘UniMe in Protesta’ non si limitano a esprimere dichiarazioni di solidarietà nei confronti degli operai, convinti che in questo momento a essere messo in gioco sia il futuro di tutti gli uomini e le donne liberi di questo Paese. Domani, venerdì 28 gennaio, giornata di sciopero nazionale indetto dalla Fiom, manifesteremo a Termini Imerese accanto alle realtà studentesche, lavoratrici e di movimento che non intendono assistere da spettatori allo scempio perpetrato da una classe dirigente autoritaria ed antidemocratica”.
