Possono derivarne solo benefici. Cosa aspetta l'Assessore Centorrino?
D’accordo che quest’anno ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e un tuonante no pasaràn di sapore Risorgimentale è particolarmente indicato, d’accordo che, a volte, è necessario mostrare i muscoli, ma non possiamo fare a meno di chiederci a chi bisogna mostrarli e se, invece di parlare, non sia meglio darsi da fare.
E di corsa.
Ci riferiamo a quanto affermato dal nostro sindaco a proposito dell’avvio di Corsi di formazione finalizzati a creare a Messina mano d’opera professionalmente qualificata, idonea alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.
Buzzanca invita a non alimentare inutili allarmismi, e gonfia il petto: non si apre nessun cantiere se questo territorio non viene coinvolto.
Ci permettiamo di nutrire qualche dubbio sull’efficacia di tale fiduciosa determinazione.
Ormai sappiamo tutti che il numero di carpentieri in legno e in ferro, verniciatori, addetti alle macchine, meccanici, minatori necessari al Ponte è, nella nostra provincia, largamente insufficiente a coprire le esigenze del General contractor.
Al contrario, purtroppo, c’è un’enorme disoccupazione, soprattutto giovanile.
La Regione Sicilia, negli anni scorsi, ha organizzato un’infinità di Corsi per parrucchieri, pizzaioli, informatici, massaggiatori thailandesi e chi più ne ha più ne metta; dando libero sfogo a una fantasia stimolata dalla disperata carenza di offerte di lavoro.
Adesso c’è la possibilità (la possibilità) che, tra un anno, nasca una formidabile offerta in settori ben determinati e ad alto contenuto professionale.
E anche se tale offerta non dovesse concretizzarsi – cioè l’iter di costruzione del Ponte si fermasse, per qualsiasi ragione -, quantomeno resterà una preparazione professionale che darà maggiori chance di lavoro a chi li ha frequentati.
Inutile demagogia o semplice buonsenso?
Ognuno può pensarla come vuole.
Resta indiscutibile che, se ciò avverrà, sarà un’offerta che non può piegarsi né alle lentezze della politica e della burocrazia, né a diktat localistici: un certo giorno si inizia, chi è pronto parte e chi non lo è resta a terra.
Non si tratta, quindi, di fare inutili allarmismi: i Corsi di formazione seri – e questi di cui parliamo dovranno essere seri e formare vere competenze, in caso contrario non serviranno a nulla – non si improvvisano. Sono necessarie selezioni accurate, decine (a volte centinaia) di ore di addestramento impegnativo, tutor preparati, aule e attrezzature adeguate.
Tutto ciò richiede un’organizzazione attenta, in grado di garantire il raggiungimento di risultati di qualità “europea”.
Senza dimenticare che la creazione di posti di lavoro e di manodopera qualificata costituisce, nella lotta alla criminalità organizzata, uno strumento più efficace di qualsiasi convegno, conferenza, sfilata e manifestazione.
Se è così, ed è così, per il nostro sindaco è arrivato il momento di farsi promotore, insieme a Provincia e, soprattutto Regione – con il suo messinese Assessore alla Formazione -, di quello sforzo organizzativo che rappresenta l’unico modo efficace per garantire che questo territorio venga coinvolto.
Comprendiamo bene che non è un’impresa facile: in una città abulica e disabituata a ragionare in termini di interessi collettivi si rischia di scatenare appetiti – dice nulla il caso dei Servizi sociali? – e di sconvolgere equilibri delicatissimi, ma l’alternativa non può essere stare fermi e attendere gli eventi: il rischio di arrivare tardi è troppo grande.
Forza Peppino, la città che amministri può mirare alto.
