L'OrSa lamenta il mancato rispetto degli accordi da parte del governo nazionale. A più di un anno di distanza, nulla di fatto su fronte stabilizzazione e sul potenziamento del servizio di trasporto
Salutate le festività natalizie, la ripresa dell’attività istituzionale – amministrativa si preannuncia infuocata. Allo stato di agitazione proclamato da sindacati e lavoratori Atm, si aggiungono infatti le proteste dell’OrSa, con tutta probabilità destinate ad aprire un nuovo capitolo della “vertenza Rfi-. Fissato per questa mattina, infatti, intorno alle 10.30, un incontro tra le segreterie di Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast, Sasmant e Sap per stabilire come procedere.
La vertenza vede protagonisti i 55 lavoratori precari cui il governo nazionale, dopo le lunghe e complesse trattative avviate nel 2007 e soprattutto dopo l’ulteriore limitazione delle tabelle d’armamento, aveva garantito la stabilizzazione.
Nulla di fatto, invece, denunciano gli autonomi che al contrario sottolineano, ancora una volta, come, nonostante la tragedia del Segesta Jet, la navigazione nello stretto sia sostanzialmente rimasta immutata tanto sul livello di servizio offerto agli utenti quanto su quello lavorativo. Una situazione cui sindacati e lavoratori sono pronti a mettere fine, se necessario, anche attraverso blocchi del trasporto marittimo e manifestazioni di protesta. Il rischio, dunque, è che quanto verificatosi “a terra- con lo sciopero de mezzi pubblici qualche mese fa, abbia il seguito anche “in mare-.
Gli addetti ai lavori del settore navigazione si dicono delusi per l’atteggiamento assunto dal governo nazionale. L’accordo stipulato con l’allora ministro Bianchi prevedeva, come detto, l’assunzione di 55 lavoratori a tempo determinato e l’istituzione del cosìdetto “Turno particolare- di lavoro che vedeva come primi destinatari i lavoratori marittimi precari operanti nello Stretto ed appartenenti alle fasce deboli. Anche questa una promessa non mantenuta a cui, secondo l’OrSa, rischia di aggiungersi l’ennesima “beffa- legata alla mancata realizzazione della ‘Metropolitana del mare’, i cui servizi verranno gestiti proprio da Rfi in joint venture con Ustica-Lines per l’utilizzo dei mezzi veloci.
«Il servizio, sostenuto con risorse pubbliche denuncia l’Orsa – sarebbe dovuto partire lo scorso 1 gennaio contestualmente all’istituzione del Turno Particolare per la stabilizzazione dei precari e un sistema organizzativo e tariffario tale da mitigare le difficoltà e gli alti costi a cui è sottoposta l’utenza costretta ad attraversare giornalmente lo Stretto. Ad oggi tutto tace, il collegamento continua ad essere gestito con due soli mezzi veloci restando emblema dell’inefficienza e nel contempo sono stati sospesi gli abbonamenti aggravando di ulteriori costi il popolo dei pendolari».
Il sindacato passa in rassegna, una dopo l’altra, le gravi carenze del settore del trasporto marittimo pubblico, tornando poi nuovamente all’attacco della dirigenza, passata e presenta, il cui immobilismo danneggia esclusivamente quanti, in mancanza di una valida alternativa, sono costretti ad usufruire del servizio di traghettamento privato, affrontando dunque ulteriori ed ingiustificate spese. Forte e chiaro dunque l’appello di sindacati e dipendenti Rfi, pronti ad «azioni di lotta atti per rivendicare l’applicazione degli accordi e una gestione trasparente delle risorse pubbliche ottenute con la lotta dei lavoratori».
Foto Dino Sturiale
