In una nota replica punto per punto alle obiezioni sollevate dal rappresentante sindacale, che in una nota aveva sottolineato la difficile situazione in cui vive l’Ente, mettendo in dubbio il futuro dell’Istituto
A sole 24 ore di distanza dalla nota inviata dal segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Calogero Emanuele sull’attuale situazione dell’Istituto Autonomo Case Popolari (vedi articolo correlato) è arrivata immediata la risposta del Commissario straordinario Giuseppe Laface, che replica punto per punto alle obiezioni sollevate dal rappresentante sindacale.
«Condivido in pieno- scrive Laface- le preoccupazioni del sindacato in ordine ai timori del personale dipendente degli IACP, non solo di Messina ma siciliani in generale (sono circa 700), di fronte alle aspettative di futuro degli Enti, ma non posso che essere fiducioso circa le prospettive che il Governo Regionale, entro breve termine, ritiene di poter assicurare alla problematica dell’edilizia sociale e degli IACP siciliani in particolare.
Come ben noto ai più, ormai gli Iacp esistono praticamente soltanto in Sicilia ed in qualche altre regione. Nel resto d’Italia sono stati tutti trasformati in moderne agenzie, rette da un principio di economia di gestione. Da ultimo, la regione Campania, ai primi di dicembre, ha sciolto di Consigli di Amministrazione e nominato Commissari Straordinari proprio in vista della trasformazione degli enti che portano sulle spalle oltre 100 anni di edilizia popolare, risalenti alla legge Luttazzi del 1903».
«Quanto all’allarme lanciato da Emanuele in merito alle questioni inerenti il risanamento della città di Messina – continua Laface – non posso che sommessamente dissentire proprio avuto riguardo al fatto che la macchina del risanamento e dei relativi cantieri, pur con tutte le difficoltà legate alle normative vigenti spesso farraginose ed alle vicende del finanziamento delle opere, sta procedendo costantemente e regolarmente grazie ad una rinnovata sinergia tra l’ente da me presieduto ed il comune di Messina nella persona dell’ass.re Rao, con il quale si stanno seguendo le singole vicende con spasmodica attenzione e quotidiano raffronto.In particolare, proprio dal 2009 ad oggi sono stati conclusi lavori in itinere ed avviati altri che consentono di poter affermare che la quasi totalità di cantieri pubblici in città sono rappresentati proprio dai cantieri del risanamento.Entro la prossima settimana verranno consegnati i lavori del parco urbano di Camaro Sant’Antonio ed a seguire degli ulteriori 20 alloggi di via Taormina».
«Certo – ammette Laface- è innegabile che esistono ritardi nell’aggiudicazione degli appalti che, però, non possono essere addebitati a colpe dell’IACP o del Comune ma che, viceversa, sono dovute esclusivamente al quadro normativo della vigente legge sugli appalti che consente ad una gara celebrata nella scorsa primavera, di non essere ancora aggiudicata, in seguito alla farraginosa procedura prevista per l’UREGA in ordine al giudizio sull’anomalia dell’offerta. Sono tre le gare che da ultimo hanno presentato anomalie nell’offerta che hanno costretto l’avvio di questa procedura ancora non conclusa, rispetto cui ne io ne l’amministrazione comunale si può interferire in alcun modo».
Il commissario straordinario dell’IACP interviene anche in merito alle diatribe tra la Provincia che chiede per il tramite del TAR al Presidente Lombardo di insediare un CdA composto da dieci persone e lo stesso Presidente della Regione che vuole perseguire l’obiettivo della riduzione dei costi degli apparati burocratici, anche in ossequio al D.L. 78/2010 che fa divieto di insediare CdA in numero superiore a cinque unità, e rileva «l’evidente contraddizione tra chi vuole conseguire un risparmio di spesa pubblica e di poltrone retribuite massimo (cinque in ossequio alla legge richiamata) e chi vuole ancora persistere per insediare organismi elefantiaci e dispendiosi (dieci componenti del CdA dell’IACP di Messina ed in totale oltre cento in tutta la Sicilia) in un momento di crisi perdurante che imporrebbe, invece, sobrietà e risparmio».
In merito alle obiezioni sul collegio di difesa, secondo Laface si tratta di una «polemica inutile rispetto ad un organo consultivo, praticamente a costi minimi (200 euro solo se ed in quanto si viene convocati a rendere un parere e con un limite massimo di 4 convocazioni mensili) di un ente che, proprio per la sua natura di importante stazione appaltante su tutto il territorio provinciale, di proprietario e gestore di un enorme patrimonio immobiliare sparso su 108 comuni, affronta quotidianamente le più svariate problematiche tecnico giuridiche, con una sola unità in organico al settore legale abilitata al patrocinio davanti all’autorità giudiziaria.Mi – dice il commissario straordinario- spiace osservare che nessuna polemica è stata mai alimentata negli anni scorsi di fronte alle diverse centinaia di incarichi legali che i vari CdA dell’ente conferivano a fronte di risultati francamente modesti in tema di recupero di canoni di locazione o, peggio di incarichi dei quali non si ha contezza dei risultati ottenuti nel tempo, che hanno fatto sì che l’ente abbia un contenzioso legale enorme e spesso fuori controllo. Ricordo a me stesso la mia decisione di invertire la rotta e di non conferire incarichi per il recupero della morosità, affidando il relativo compito all’agente di riscossione regionale».
