Cinque in totale i cantieri aperti nel centro nebroideo, oltre 700 gli sfollati. Mesi di polemiche per la disattenzione del governo nazionale sul fronte della ricostruzione e della messa in sicurezza del paese. Dopo la grande paura la comunità è pronta a ricominciare. All'incontro di questa mattina presente l'assessore Missineo in rappresentanza di Lombardo
«Grave frana a San Fratello, gli abitanti abbandonano il paese». E’ la mattina del 14 febbraio 2010 quanto la vita del piccolo centro nebroideo viene letteralmente sconvolta dalla forza della natura. Il paese viene letteralmente diviso in due da una frana, lunga più di tre chilometri che costringe gli abitanti ad abbandonare in fretta e furia le proprie abitazioni. Non si sono ancora spenti i riflettori sulla tragedia di Giampilieri ed ecco che a distanza di pochi mesi una nuovo allarme dissesto idrogelogico sconvolge il territorio della provincia messinese (in basso l’articolo). La frattura attraversa le contrade Riana, San Benedetto, Fontana Nuova e Stazzone fino al centro del paese. La terra si muove lenta ed inesorabile senza risparmiare nulla. Bertolaso, un anno fa alla guida della Protezione Civile nazionale, giunge a “San-Frerau”, nome del paese nell’originaria lingua gallico-italico, per coordinare la macchina dell’emergenza. Le stanze del Municipio vengano adibite a sale operative, tutti cercano di dare un contributo soprattutto per aiutare i tanti abitanti che nel giro di poche ore acquisiscono lo “status” di sfollati. Molti vengono ospitati da amici e partenti, altri nelle strutture alberghiere della zona. Tutti sanno bene che nulla sarà come prima.
E veniamo ad oggi. A distanza di un anno San Fratello, in cui giorni ribattezzato paese fantasma, è invece un grande cantiere aperto, dove non tutti hanno potuto fare ritorno. 774 i cittadini ancora sfollati, in totale 280 nuclei familiari: quasi tutti hanno trovato sistemazione in abitazioni private, ancora dodici le persone ospitate in albergo. Tante nel corso di questi mesi le polemiche mosse dal primo cittadino Salvatore Sidoti Pinto alla Regione e al governo centrale per i fondi, considerati fin troppi esigui, stanziati per la messa in sicurezza del territorio nebroideo. Al momento sono i cinque i cantieri attivati, per un importo complessivo di 29 milioni di euro, sia nella parte bassa che nella parte alta del paese. Nel bilancio 2010 la Regione ha stanziato per San Fratello 500 mila euro, 18 milioni invece giungeranno grazie ad un accordo di programma quadro con il Ministero dell’Ambiente.
A partecipare alla riunione organizzata questa mattina nella sala consiliare di San Fratello, per ricordare il primo anniversario della frana, l’assessore regionale per i Beni culturali Sebastiano Missineo (in rappresentanza di Lombardo bloccato all’ultimo momento) il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, il prefetto di Messina, Francesco Alecci, il vescovo di Patti, Ignazio Zambito, deputati nazionali e regionali e naturalmente la giunta ed il consiglio comunale di San Fratello. Nel corso dell’iniziativa l’assessore Missineo e Lo Monaco hanno ribadito che la Regione siciliana continuera’ a stare a fianco della popolazione, assicurando il massimo impegno fino a quando la situazione dei comuni colpiti dalle frane non sara’ normalizzata. E’ stata anche l’occasione per fare il punto sulle attivita’ di Protezione civile messe in essere in questo anno.
Si lavora dunque per cercare di ridare normalità ad una comunità legata fortemente attaccata al proprio territorio e per la quale la frana del 14 febbraio ha rappresentano una frattura dell’anima. Un’anima divisa tra la voglia di abbandonare tutto e fuggire in un luogo sicuro ricominciando da zero e il desiderio di non abbandonare il luogo in cui è nati e cresciuti. ELENA DE PASQUALE
