Martedì intanto inaugurazione della nuova sede del centro servizi della III circoscrizione lungo il viale San Martino. L’immobile, di proprietà comunale, è stato confiscato alla mafia con sentenza definitiva della Corte di Cassazione nel 2004
Voglia di cambiamento tra i quartieri cittadini. Dopo il provvedimento adottato qualche settimana fa dalla giunta Municipale in merito al trasferimento della sede della VI circoscrizione presso i locali dell’istituto Marino di Mortelle, dalla quarta circoscrizione proviene una richiesta di rinnovo. Ad avanzarla è il consigliere Maurizio Buscema, che tramite interrogazione scritta chiede che al sindaco l’ok per lo spostamento dall’attuale sede di viale Boccetta a quella, non distante, del Palacultura. «Sono ancora tanti i locali libera all’interno della grande struttura – commenta il rappresentante di quartiere – sarebbe la soluzione ideale per ridurre le spese di affitti e dare al quartiere una collocazione più consona».
E sempre rimanendo in tema di cambiamenti, da lunedì 28 a mercoledì 30, rimarrà chiuso il centro servizi della III circoscrizione di via Catania, per consentire il trasloco degli uffici nei locali di proprietà del comune d viale San Martino is.11 n°437. La nuova sede del Centro servizi della III Circoscrizione, sarà inaugurata martedì 29, alle ore 10, dal sindaco Buzzanca, dal vice sindaco ed assessore al Patrimonio ed al Decentramento Franco Mondello, dal Prefetto Francesco Alecci, del Consiglio della III Circoscrizione e di autorità civili, militari e religiose.
L’immobile è stato confiscato alla mafia con decreto n. 58/2000, emesso dal Tribunale di Messina divenuto definitivo con sentenza della Corte di Cassazione in data 25 marzo del 2004, e trasferito al patrimonio indisponibile del Comune di Messina in seguito a parere favorevole del Prefetto, con nota del 1° dicembre 2008. La destinazione del locale per fini istituzionali rappresenta un messaggio chiaro e tangibile dell’Amministrazione comunale, nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, in quanto la sua restituzione alla collettività è affermazione della cultura della legalità e del primato dello Stato, su ogni forma di devianza.
