Il bene confiscato alla mafia è ora parte del patrimonio indisponibile di Palazzo Zanca, che avrà così un risparmio annuo di circa 30 mila euro. Soddisfatto l’assessore Mondello: «Un altro tassello nel programma di recupero finalizzato al contenimento della spesa». Immancabili le lamentele dei residenti di provinciale per l’incuria della zona
Attesa questa mattina tra i residenti della zona di Provinciale per l’arrivo del sindaco Buzzanca e degli altri componenti della sua “squadra comunale”, per l’inaugurazione della nuova sede del centro servizi circoscrizionale del III quartiere, -cerimonia- con immancabile spumante, pasticcini e taglio del nastro tricolore. Le nuove attività verranno svolte in locali prima controllati da un ex boss della zona sud, Lorenzino Ingemi, come spiegatoci dall’assessore Mondello, che con sentenza definitiva della Corte di Cassazione (25 marzo 2004) sono però stati definitivamente trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune. Fatto, quest’ultimo, sicuramente degno di nota, anche perché il caso vuole che il nuove centro “Tre Santi” (is. 11 n. 437), sorga in corrispondenza della Chiesa di Provinciale diventata sede operativa della neonata associazione “Addio Pizzo”. Presente uno dei fondatori della stessa organizzazione, nonché parroco di Provinciale, Don Terenzio Pastore, a cui è stato l’onore di benedire il nuovo spazio.
Abbiamo approfittato dell’occasione per chiedere al prelato qualche informazione in più rispetto all’attività associativa, che si pone obiettivi di grande prestigio: «Siamo “ufficialmente” presenti sul territorio da appena qualche settimana ma già ci stiamo dando da fare per cercare di coinvolgere e sensibilizzare il più possibile la cittadinanza sul tema della lotta ala racket. Intendiamo farlo non solo tra i commercianti, che speriamo in numero sempre crescente possano esporre nelle vetrine delle loro attività lo stemma della nostra associazione, ma anche tra i consumatori, che devono essere invogliati a recarsi da tutti quegli esercenti che sono pronti a dire no all’usura».
Tornando invece ai “guadagni”, o se preferite ai risparmi, che Palazzo Zanca otterrà dall’utilizzo del nuovo bene, l’assessore al decentramento Franco Mondello afferma: «Per la vecchia sede, di proprietà di un privato, il Comune spendeva circa 30 mila euro all’anno di affitto (28.949 ndr), adesso invece questa somma sarà utilizzata per altri scopi. Ciò rientra in quel programma finalizzato al contenimento della spesa dei fitti passivi che abbiamo avviato con delibera di Giunta dello scorso 16 marzo 2009. Attualmente sono altri 9 i beni nelle disponibilità del Comune che verranno recuperati e per quali abbiamo in programma di predisporre delle gare ad evidenza pubblica mediante cui affidarne la gestione a cooperative ed associazioni meritevoli. Nel caso di oggi siamo particolarmente soddisfatti perché è un bene sottratto alla mafia e restituito alla collettività, e questo è segno di una profonda cultura di legalità». Per un’ultima battuta chiediamo all’assessore Mondello aggiornamenti sullo spostamento della V circoscrizione: «Attendiamo solo i certificati di omologazione ed agibilità dal dipartimento Urbanistica, poi siamo pronti per l’apertura». In sostanza dunque nessun aggiornamento rispetto a quanto documentato negli scorsi giorni.
Durante la cerimonia è toccata al prefetto Francesco Alecci la scopertura della targa all’ingresso, con la scritta: “Bene confiscato alla mafia acquisito al patrimonio del Comune di Messina”. Presso il nuovo centro servizi, che sarà aperto al pubblico da giovedì 31, sarà possibile richiedere certificazioni di anagrafe e di stato civile, ed effettuare cambi di domicilio e di residenza.
Come detto in apertura però, tra un pasticcino addentato e un bicchiere di spumante mandato giù, non sono mancate le lamentele che i residenti di Provinciale hanno -bonariamente- rivolto al primo cittadino per le solite problematiche all’ “ordine del giorno”: immondizia ovunque, mancata scerbatura, aiuole simile a mini-giungle, scarsa igiene, viabilità spesso in tilt. Purtroppo però anche questa volta, la -seduta- è bonariamente andata deserta. (Elena De Pasquale)
