Discarica Portella Arena, Buzzanca e dirigenti assolti dall'accusa della mancata bonfica

Discarica Portella Arena, Buzzanca e dirigenti assolti dall’accusa della mancata bonfica

Alessandra Serio

Discarica Portella Arena, Buzzanca e dirigenti assolti dall’accusa della mancata bonfica

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mercoledì 06 Febbraio 2019 - 18:53

È un’assoluzione piena per tutti gli imputati quella che chiude il processo sulla bomba ecologica di Portella Arena. La sentenza della II sezione del Tribunale (presidente Samperi), è arrivata in serata, a quasi 10 anni dal blitz dei Nas nel sito e a 20 anni dalla chiusura della discarica.

L’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, il dirigente comunale  Vincenzo Schiera ed il funzionario  Salvatore Saglimbeni sono stati assolti dalle accuse di omissione di atti d’ufficio e danneggiamento “perché il fatto non costituisce reato” ed è stata dichiarata prescritta l’accusa legata al reato ambientale, che è comunque punito con un’ammenda. Il PM La Speme aveva chiesto per tutti la condanna ad un anno e 2 mesi. Soddisfatti i difensori, gli avvocati Marcello Scurria, Tommaso Autru, Nino Parisi, Massimiliano Pantano e Nino Favazzo, che hanno fatto leva sul fatto che, a differenza di quanto contestato, sindaco e dirigenti stavano lavorando ad un progetto di bonifica complessiva deolsito.

L’inchiesta ha preso il via dai controlli dei Nas nel 2010. I carabinieri avevano stilato un dossier che mostrava in particolare grosse quantità di percolato che non veniva smaltito ma penetrava nel terreno sottostante, inquinando il torrente Pace. L’accusa vagliata dal processo, e sgonfiatasi, ipotizzava proprio il mancato “risucchio” del percolato, la mancata messa in sicurezza del sito “post mortem”.

Negli anni tante sono state le polemiche e gli esposti dei cittadini sul sito, chiuso nel ’98. Più recentemente fa i Carabinieri hanno avviato una nuova verifica, anche sugli atti dell’amministrazione Accorinti, dopo che l’Arpa ha confermato che dal sito continuano a defluire liquidi inquinanti. Al processo è stata sentita come teste anche l’ex assessore Elvira Amata, che nel 2009 aveva disposto delle di consistenza e stabiloità del materiale, stanziando circa un milione di euro. La messa in sicurezza prevedeva anche la realizzazione nelle adiacenze della ex discarica di una serie di grandi vasche che avrebbero dovuto raccogliere il percolato.

Progetto poi non realizzato.

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