Dal 5 al 7 luglio, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Messina, convegno sulla memoria quale strumento per la preservazione del passato
La memoria quale strumento per preservare il passato, un mezzo indispensabile e, forse, unico per conservare il patrimonio culturale e le tradizioni dall’inevitabile erosione dello scorrere del tempo.
Questo l’elemento fondante dell’edizione 2012 delle Giornate Messinesi dei Dottorandi e dei Giovani Ricercatori in Scienze dell’Antichità, organizzata da GiMeD dal titolo “MNHMHS ENEKEN. I segni della memoria” in programma dal 5 al 7 luglio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Messina.
In particolar modo, l’indagine valuterà il senso e l’importanza del segno e della parola all’interno della cultura greca e romana, analizzando le sue forme “materiali”, “immateriali” ed “ideali” attraverso la lettura degli elementi archeologici e delle fonti letterarie, epigrafiche, numismatiche ed iconografiche senza trascurare l’ausilio delle nuove metodologie e strategie di comunicazione nella diffusione della cultura classica nell’era digitale.
Il convegno si avvarrà di un qualificato comitato scientifico organizzativo composto da: Rosario Maria Anzalone, Sebastiano Busà, Maurizio Cannatà, Emilia Cavallaro, Giusi Gugliandolo, Domenica Lavalle, Francesca Pizzi, Paola Pompejano, Carmen Alessandra Russo, Antonella Santostefano, Maria Rosa Scardamaglia, Barbara Sisalli, Auretta Sterrantino, Alessio Toscano Raffa, Antonia Vento.
Le giornate di lavoro saranno articolate in tre tavole rotonde.
Nella prima sarà approfondita l’analisi sull’uso del lessico quale strumento di trasmissione della memoria oltre a quello adoperato in ambito epigrafico.
Contemporaneamente sarà avviata un’indagine delle forme letterarie che costituiscono un’insostituibile veicolo della memoria con particolare riferimento alla cultura greca e romana e saranno messe a confronto ed interpretate le fonti per distinguere la memoria che si ha e quella che si tramanda spesso “manipolata” da omissioni.
La seconda tavola rotonda sarà dedicata alle “Forme e spazi della memoria”, un’indagine sulle “testimonianze materiali” di utilizzo del passato e della sua trasmissione nella cultura classica attraverso l’analisi del lessico architettonico, urbanistico e figurativo e della memoria collettiva e di quella individuale. Si punterà l’attenzione sui luoghi in cui la memoria viene conservata quali edifici pubblici, necropoli, spazi domestici e territorio, ponendo attenzione agli oggetti rituali ed all’importanza delle iconografie quali scultura, coroplastica, iconografia monetale, arte musiva ed alla riorganizzazione del territorio ed ai fenomeni di monumentalizzazione dei luoghi principali della realtà urbana.
L’ultima tavola rotonda analizzerà il rapporto tra studio del passato e divulgazione della scienza umana della memoria anche in relazione con la nuova era digitale e le straordinarie metodologie e strategie comunicative ad essa collegate.
Tre le linee guida che contraddistingueranno quest’ultima fase del convegno.
La prima riguarderà la “memoria da custodire” e porrà l’attenzione sull’importanza di prevenire i rischi di gravi perdite del patrimonio storico-culturale e sulle nuove tecnologie di restauro e di conservazione ed archiviazione dei dati.
Il secondo percorso “Dai tesori agli spazi aperti della memoria” tratterà le nuove visioni di allestimento museale e di progettazione degli spazi culturali e l’evoluzione di biblioteche ed archivi da spazi fisici a spazi virtuali.
L’ultima linea guida, “La memoria da comunicare”, punterà lo sguardo sugli eventi culturali come strumenti di partecipazione e spazi di condivisione della memoria.
Le sessioni pomeridiane saranno dedicate alla presentazione di progetti dottorali e post-dottorali realizzati da dottorandi e giovani ricercatori italiani e stranieri con relazioni di 15/20 minuti dedicati all’analisi degli strumenti, della metodologia di lavoro e delle problematiche emerse nel corso dell’attività di studio. (Giuseppe Spano’)
