Ancora interventi sull'episodio del 14 agosto. Il Movimento 5 stelle invita ad un'azione concreta che mobiliti tuttala città mentre Sel dichiara "le scuse e le dichiarazioni chiarificatrici non bastano se non c'è un reale cambiamento"
Continuano ad arrivare le attestazioni di solidarietà ai giovani di Addiopizzo, dopo gli episodi avvenuti il 14 agosto mentre distribuivano i volantini antiracket.
“Come può una tradizione popolare, religiosa, discutibile o no, essere così contaminata da alcuni soggetti?- si chiede il Movimento 5 stelle di Messina– L’episodio è molto inquietante, ma sarebbe ancora più inquietante se la città tutta (compreso il Comitato Vara) non prendesse una concreta
posizione di difesa nei confronti degli attivisti di AddioPizzo.Ora è il momento di passare dalle parole ai fatti se non si vuole
lasciare questa città ed i giovani messinesi in balìa della incultura profonda non solo per la nostra dignità. Piuttosto che
far cambiare il percorso al tram, pensiamo a far cambiare percorso prima alle nostre coscienze e poi alle nostre azioni.
Concludiamo dicendo: “Maria libera Messina dal pizzo e dalla mafia”.
Sulla vicenda si registra anche l’intervento di Sel che sottolinea come non bastano le scuse da parte di chi ha offeso Addiopizzo.
“Non bastano né le dichiarazioni chiarificatrici dell'assessore Caroniti né le presunte scuse, se dovessero arrivare, degli autori delle minacce- scrive Daniele Ialacqua, coordinatore di Sel- Quanto accaduto è di una tale gravità che, se il Comitato Vara non dovesse assumere una ferma condanna delle modalità mafiose utilizzate da qualcuno, a quanto pare ben identificato, e che sembra sia riconducibile al Comitato, per dissuadere i componenti di “Addio Pizzo” a distribuire i volantini, è necessario che le autorità politiche e religiose cittadine, delle quali però colpisce al momento l'assordante silenzio sulla vicenda, traggano le necessarie conseguenze ed evitino che in futuro una manifestazione del rilievo religioso, popolare e sociale come la Vara sia gestita da chi non ha rispetto dei valori religiosi, di rispetto e di tolleranza, che sono alla base della manifestazione stessa”.
La solidarietà di Sel va sia ai giovani di Addiopizzo che “a quanti, forze dell'ordine, magistratura, commercianti, singoli cittadini, lottano quotidianamente contro la mafia ed il malaffare, nella consapevolezza che “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola” (Giovanni Falcone) “

Da qualche parte ho letto questo commento, credo sia sul punto del discorso:
“L’assessore alle pollitiche per la sicurezza?.. “Equivoco”? Il tutto sarebbe nato da un equivoco? O dal “carbone bruciato” tipico di tanta “messinesità”?
Che “equivoco” era possibile a meno di non essere PREVENUTI, INTOLLERANTI e SQUADRISTI?
La scusa che .. i ragazzi potevano mettere in pericolo la bella parata delle animelle pie?
Magari la Madonna dell’Assunta si sarebbe sconvolta al solo pensiero che dei ragazzi avevano pronuciato la parola “mafia” alla sua festa?
Dio che brutta figura davanti al mondo! (Ma quale mondo? Pippo Franco o l’altro Peppino?)
L’ira di questi… figli doc di Maria è “giustificabile” dice l’assessore alle pollitiche per la sicurezza: non si rovina la festa della Mamma.
E’ tutto “giustificabile” a Messina……, tanto poi.. si chiede “scusa”……. “perché la festa dell’assunta è festa di redenzione e quindi di legalità”
LEGALITA’? Se questo è il concetto di legalità che ha l’assessore, ovvero “ti ammazzo e poi mi scuso con te, così il mio omicidio diventa.. legale” siamo davvero messi bene in questa cittadella.
Questo è il codice della malavita prepotente: Ti ferisce poi si scusa.., ma te lo sei voluto tu perché hai osato mettere in dubbio il suo strapotere.
Di queste scuse nessuno ne vuole”
Mi rifaccio a cio che scrive nel suo blog al riguardo Enrico Di Giacomo il quale riporta uno stralcio di un verbale di un collaboratore di giustizia che dice testualmente: “A tale proposito faccio presente che i posti di coloro che sono posti al “Timone” della Vara sono riservati da tempo immemorabile agli aderenti al clan Giostra o a loro amici per cui nessuno può inserirsi in tali postazioni senza il preventivo assenso dei maggiorenti del clan e…” Non credo che abbia bisogno di ulteriore commento l’articolo reperibile all’indirizzo internet http://www.enricodigiacomo.org/2009/12/messina-clan-di-giostra-confermati-i-4-ergastoli-al-boss-gatto-ai-fratelli-minardi-e-a-cavo-ritenuti-responsabili-dellomicidio-di-carmelo-mauro/
Questta è la nostra città questa è la gente della nostra città, per fortuna non tutta è cosi.
Non ci vuole molto per capirlo, si sa da tempo, lo stesso a Catania per S.Agata, lo stesso a Palermo per Santa Rosalia e chissà in quali altri posti.
Questi sono legami, neanche tropppo occulti (Totò Riina era molto liglio alla “dottrina”) che andrannno ricercati storicamente.
Quello che preoccupa é come a Messina sia possibile un tale insulto alle leggi della convivenza civile, alla democrazia e che addirittura DA TANTISSIME PARTI, “assessori”, “giornalisti” e esperti vari di “messinesità” cerchino di manipolare i fatti.
Secondo me si sta facendo un gran polverone sul nulla.
Mi spiego…. è deprecabile ciò che hanno fatto quei pseudo fedeli che hanno aggredito i ragazzi di addio pizzo… ma ciò che nessuno dice che a farlo è stato un gruppo di soggetti ignoranti, dal quoziente intellettivo pari a quello di una scimmia… anzi le scimmie sono più intelligenti… quindi appare strumentale e pretestuoso alimentare le polemiche…
Ecco la frase classica….. “Si sta facendo un polverone sul nulla”.. Ma dove vivi? In che mondo vegeta il tuo cervello per esporre tanta eloquenza?
Se vuoi posso fornire due foto significative di quel che significa che “prima ti ammazzano poi ti chiedono scusa, ma è stata colpa tua se non hai subito passivamente la loro arroganza”.
Svegliati piuttosto, ed usa l’aspiraPOLVERONE così scopri che sotto non c’é il nulla, ma di tutto e di più.