A Bisconte alcune famiglie stavano meglio quando stavano peggio

A Bisconte alcune famiglie stavano meglio quando stavano peggio

Redazione

A Bisconte alcune famiglie stavano meglio quando stavano peggio

martedì 07 Ottobre 2008 - 08:24

Alloggi popolari che non fanno rimpiangere le baracche. Il consigliere Gioveni invia un dossier alle istituzioni

Da 4 anni sono usciti dalle baracche, ma non se ne sono accorti. Centoottantanove famiglie di Bisconte, dopo aver vissuto per diverse generazioni nelle casette ultrapopolari già demolite, risiedono ormai da 4 anni nei limitrofi alloggi, ma con non pochi rimpianti.

La lista dei disagi che le famiglie in questione vivono è contenuta in un documento inviato dal consigliere della III Circoscrizione Libero Gioveni al sindaco, al prefetto e al presidente dell’Iacp. Evidente il degrado, causato dall’abbandono dell’area da parte del Comune, complice un conflitto di competenze con l’Iacp, ma anche dagli atti vandalici, propiziati dalla mancanza di illuminazione. Così, dopo appena 4 anni dalla consegna delle abitazioni, i palazzi sono ridotti molto male, gli androni hanno infissi distrutti e vetri asportati; le pareti sono completamente imbrattate; l’immondizia, mai raccolta, è sparsa per tutto il cortile interno; i lucernari sui cortili sono spaccati e pericolanti; i citofoni non sono mai entrati in funzione; gran parte dei locali della struttura ubicata al piano rialzato, inizialmente nata come centro polifunzionale, sono stati lasciati -marcire- nell’abbandono.

E poi ci sono i due cancelli d’ingresso, mai entrati in funzione, e, come accennato, l’impianto di illuminazione mai attivato. Riguardo a quest’ultimo, Gioveni specifica: «Palazzo Zanca pare non intenda procedere con l’attivazione dell’impianto. Di contro, però, ci sarebbe da chiedersi anche come mai sia stata attuata una palese disparità di trattamento rispetto ad altri complessi Iacp ricadenti nella zona (che invece godono di adeguata illuminazione esterna ed interna), realizzati anch’essi con le stesse modalità stabilite dalla L.R. 10/90».

Si continua la lista, con i garage, per i quali non è stato mai rilasciato il certificato di collaudo da parte dei vigili del fuoco, a causa della pendenza troppo ripida della rampa d’uscita, ma anche per la totale inefficienza dell’impianto antincendio (privo di tutti gli estintori perché distrutti o rubati).

E infine, ciliegina sulla torta, il caso di tre abitazioni, prive della servitù di passaggio sulla strada che porta ad esse, quindi, sulla carta, inaccessibili. Una vicenda, figlia ancora del palleggio delle competenze tra Comune e Iacp, per la quale è attualmente in corso un processo civile.

Gioveni spiega che la via Noto (con tanto di targa marmorea affissa al muro), nella quale, appunto, sono censite queste tre abitazioni private, si trova, secondo il Comune, in un’area di pertinenza dell’Iacp, per cui in quel luogo una strada comunale non c’è (almeno sulla carta).

Alla luce di quanto esposto, quindi, il consigliere Gioveni ha presentato oggi un Ordine del Giorno al Consiglio circoscrizionale e ha chiesto alle istituzioni destinatarie del documento interventi immediati finalizzati alla vigilanza, al controllo, alla manutenzione, alla pulizia e alla messa in sicurezza dell’intera area Iacp, nonché alla relativa attivazione dell’impianto di illuminazione interna.

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