L'assessore Romano: «Il nostro è tra i territori più a rischio d'Italia». Concertazione con tutti gli attori principali, compresa la Consulta del volontariato. Un opuscolo informativo sarà distribuito ai messines
«E’ un modello di lettura che mancava a qusta città». Così l’assessore Fortunato Romano presenta il piano di protezione civile comunale che proprio stamani ha ricevuto il -visto- e l’approvazione da parte della prefettura e dei vertici nazionali della protezione civile stessa. Un piano che si riferisce a «uno dei territori più a rischio d’Italia, un modello aperto da concertare con il territorio, anche se già c’è una prima condivisione con tutti gli attori principali, compresa la Consulta del volontariato». L’assessore con delega alla protezione civile è evidentemente soddisfatto di un piano di cui Messina aveva bisogno e che è stato elaborato da tecnici del settore, in collaborazione con lo staff di Palazzo Zanca (presenti oggi tra gli altri, oltre il sindaco Buzzanca, il vice prefetto delegato Antonio Contarino e l’ing. Bruno Manfrè, responsabile del servizio regionale Protezione Civile per la provincia di Messina
Le aree individuate dal piano per le situazioni emergenziali sono 470, 342 di attesa, 122 di ricovero e 6 di ammassamento, dislocate in varie zone della città. Una città che, ha sottolineato Romano, è particolarmente -complitata- e poco omogenea da questo punto di vista: «Abbiamo circoscrizioni molto estese territorialmente come la prima e la sesta ma poco abitate, e altre più piccole ma estremamente antropizzata come quelle del centro. Scenari diversi con criticità diverse». Obiettivo primario, adesso, sarà coinvolgere e soprattutto informare i cittadini. Un opuscolo verrà inviato nelle case dei messinesi, al momento impreparati tanto ad un’evenienza catastrofica come un nuovo terremoto o maremoto quanto ad un evento meno imponente ma comunque disastroso come alluvioni o incendi.
Proprio a questo serve il piano, il quale, partendo dalle caratteristiche del territorio comunale, nelle more di una sempre più precisa definizione dei rischi e degli scenari già conosciuti e verificabili sul territorio comunale, quali il rischio sismico, idrogeologico, vulcanico, tsunami, incendio boschivo, industriale, eventi meteorologici, che verranno con programmi e progetti specifici approfonditi, contiene: gli organi e le strutture comunali di protezione civile; le aree di emergenza, quali quelle di attesa, di ricovero della popolazione (attendamenti, roulottopoli) e le aree per l’ammassamento dei soccorritori e delle risorse; la predisposizione aggiornata delle mappe sul territorio, con la sua delimitazione, dell’uso del suolo e varie carte tecniche indicanti l’armatura territoriale comunale, la rete viaria, l’indicazione dei percorsi strategici per l’emergenza e dei servizi a rete; le modalità di allertamento e di attivazione del personale e degli organi comunali preposti alle attività di protezione civile, con particolare riferimento alle responsabilità operative dei dirigenti. Il Piano, per un più alto grado di snellezza, ma anche di flessibilità, unitamente al necessario automatismo delle procedure da attivare ed alla possibilità di un veloce e continuo aggiornamento dello stesso (programmato per ogni 6 mesi) al variare degli scenari di crisi ed al mutare delle risorse, contiene rinvii a specifiche schede operative. L’efficacia del piano è subordinata alla pronta operatività di coloro ai quali sono assegnati precisi compiti e chiare responsabilità. Copia sarà inviata a tutti quegli Enti ed organismi che saranno chiamati a fornire concorso di personale, mezzi e materiali per gli interventi in caso di calamità.
Un piano che verrà presto testato. Proprio in concomitanza con il centenario del terremoto del 1908, si svolgeranno due esercitazioni di protezione civile a livello nazionale e locale. La prima si terrà dal 16 al 18 dicembre tra Reggio e Messina, con il coinvolgimento dell’area portuale; la seconda alla fine del prossimo gennaio testerà il piano comunale con le criticità individuate nei quartieri periferici ed in quelli del centro storico.
