Crisi di Palazzo Zanca, le reazioni del giorno dopo. A rischio gli assessori di D'Alia

Crisi di Palazzo Zanca, le reazioni del giorno dopo. A rischio gli assessori di D’Alia

Redazione

Crisi di Palazzo Zanca, le reazioni del giorno dopo. A rischio gli assessori di D’Alia

mercoledì 26 Novembre 2008 - 14:09

Capurro: «I due esponenti in giunta hanno votato la delibera sul collegio di difesa». Muscolino: «Le divergenze vano chiarite nelle segreterie di partito». Se la frattura non si ricomporrà, via al rimpasto

La crisi è ormai aperta, il “day after- a Palazzo Zanca è dedicato alle riflessioni ma anche all’analisi sulle possibili conseguenze. La frattura tra il senatore Gianpiero D’Alia, con la sua corrente al seguito, e il sindaco Giuseppe Buzzanca si è palesata ieri anche in consiglio comunale, e potrebbe riproporsi oggi quando si tornerà in aula per i debiti fuori bilancio.

Il termometro di Palazzo Zanca fa registrare malumori un po’ ovunque, e la voce ricorrente è una: se entro il fine settimana la situazione non si ricomporrà, gli assessori espressione di D’Alia rischiano seriamente di lasciare la giunta: fuori, dunque, il vicesindaco Ardizzone insieme a Mondello e Magazzù.

Ieri, come detto, la maggioranza ha vacillato in consiglio. «Siamo stati spiazzati dalla scelta del gruppo D’Alia – afferma il capogruppo del Pdl Giuseppe Capurro – ma soprattutto siamo venuti a conoscenza che due assessori di riferimento della corrente hanno votato l’atto deliberativo sul collegio di difesa, compreso l’aumento del compenso per i componenti. Ieri l’aula ha arrancato – continua Capurro – e pur apprezzando il senso di responsabilità di alcuni esponenti del centrosinistra, è chiaro non si può continuare così. I componenti della maggioranza devono venire in aula, votare, e sostenere l’amministrazione. Chiediamo ai colleghi che non intendono votare gli atti di assumersi le loro responsabilità, perché così facendo costringono a mettere in discussione i loro assessori in giunta». Il riferimento è anche a Ivano Cantello, unico esponente degli Autonomisti Mpa (assessore di riferimento Pinella Aliberti), ieri assente alla votazione dei debiti fuori bilancio.

Posizione delicata anche per i consiglieri dell’Udc, componente Naro. «Proviamo un profondo dispiacere – dichiara Giorgio Muscolino – a livello di partito ma anche di coalizione. Quanto successo ieri deve far riflettere tutta la maggioranza, perché se i numeri teoricamente ci danno ragione i fatti dicono il contrario. Dobbiamo fare un plauso all’opposizione che è rimasta in aula, ma se iniziamo a discutere dopo quattro mesi di amministrazione è un problema. La città vive una fase delicata, se divergenze ci sono vanno chiarite all’interno delle segreterie di partito».

L’analisi di Gaetano Gennaro (Pd Democratici per Messina) è secca: «Prendiamo atto dopo quanto è successo ieri che la maggioranza non è più quella che ha vinto le elezioni». Prova a guardare oltre Nicola Barbalace (Popolari Riformisti Socialisti): «D’Alia non è uno sprovveduto, sta seguendo una linea politica generale aprendo a nuove strade. Certo, se avesse mostrato questa coerenza con la linea nazionale del suo partito, probabilmente avremmo vinto le elezioni e non ci ritroveremmo con questa amministrazione inconcludente. E’ bene però che questa situazione si chiarisca per aprire poi, eventualmente, una nuova fase, anche pensando ad un sistema nuovo di alleanze. L’importante è che non si tratti di altro, e che si cominci davvero a volare alto».

E’ ironico Nino Carreri di Risorgimento Messinese: «Finalmente ho ritrovato il mio amico Gianpiero D’Alia, con l’entusiasmo e l’interesse che sta manifestando per la città. Plaudiamo poi alle dichiarazioni in cui il senatore ammette che i soldi potevano essere utilizzati per l’Atm, finalmente qualcuno dà atto a quei consiglieri che hanno sottolineato questa necessità. Ci aspettiamo, però, a questo punto che D’Alia ritiri i suoi assessori dalla giunta».

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