Arrivato in caserma l'1 giugno, ha chiesto collaborazione "continua e proficua" e si prepara a dare alla città "risposte concrete e rapide".
MESSINA – Un costante e proficuo rapporto con la stampa e con la città, a cui dare risposte “concrete e rapide” per la difesa dell’intero territorio e, soprattutto, per la salvaguardia di vite umane. Questo è quanto auspica il nuovo comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Messina, Felice Iracà, che dopo essersi insediato lo scorso 1 giugno si è presentato ai giornalisti, chiedendo collaborazione “proficua e continua”. Il 53enne è nato a Catanzaro ma ha moglie messinese e ha espresso la propria felicità per l’arrivo in città: “Gioco un po’ in casa perché mia moglie è messinese e i miei due figli sono nati a Messina. Sono felicissimo di essere qui e servire questa splendida città e questa splendida provincia”.
Iracà: “La provincia di Messina un territorio vasto e particolare”
E partendo da questo, ha analizzato quello che è ormai il territorio di sua competenza: “È un territorio vasto con alto rischio di incendi boschivi, ma c’è anche un diffuso rischio idrogeologico per la sua conformazione”. Iracà ha spiegato che dal “15 giugno partirà la campagna Aib, e grazie alla collaborazione con la Regione avremo una squadra specializzata dalle 8 alle 20 per i boschi. E ci sarà inoltre una squadra di 5 unità h24 sull’isola di Vulcano, per eventuali esalazioni o per l’attività vulcanica. Verso le isole ci sarà un’attenzione particolare”. Intanto, prima del suo arrivo, nella sede dei Vigili del Fuoco di via Salandra ci sono state diverse novità: “La sala operativa è stata arricchita dal punto di vista hardware e software e i lavori sono terminati a maggio”. All’interno gli operatori possono tracciare in tempo reale la posizione dei vari mezzi per permettere un soccorso ancora più immediato.
E sugli interventi, il comandante ha spiegato che, basandosi sui dati relativi all’anno 2022, “preponderante è l’incendio alla vegetazione con il 23 per cento, rispetto a incendi ed esplosioni al 19. Noi ad oggi abbiamo 360 uomini permanenti, nei sei distaccamenti di terra e due portuali. E ci sono anche 271 volontari e 29 unità di personale amministrativo”. Un numero sufficiente? Iracà risponde: “Non soffriamo carenza di pianta organica. Siamo allineati, ma è ovvio che più uomini ci sono e meglio è”.






