Vertenza Ato3. I lavoratori bussano alla porta di Ruggeri che non “apre” ma rassicura: «Stiamo lavorando per voi»

Vertenza Ato3. I lavoratori bussano alla porta di Ruggeri che non “apre” ma rassicura: «Stiamo lavorando per voi»

Redazione

Vertenza Ato3. I lavoratori bussano alla porta di Ruggeri che non “apre” ma rassicura: «Stiamo lavorando per voi»

martedì 10 Febbraio 2009 - 11:26

Nel pomeriggio i 20 lavoratori impiegati nelle cooperative sociali di tipo B, durante la seduta consiliare, chiederanno al presidente Previti la lettura di un documento

Questa mattina alla porta del capo di Gabinetto nonché presidente dell’Ato3 Antonio Ruggeri (nella foto), sono tornati a bussare e a battere casse i lavoratori della cooperative sociali di tipoB dell’Ato. I dipendenti, accompagnati dal sindacalista Mariano Massaro, dell’Orsa, che sin dall’inizio ha seguito personalmente le sorti dei 20 lavoratori, hanno chiesto di essere ricevuti da Ruggeri. Oggetto del contendere, come ben si sa, il mancato rinnovo contrattuale alla scadenza del 31 dicembre 2008.

La porta non è stata sbattuta loro in faccia sol perchè non è stata aperta. Il presidente ha infatti deciso di non ricevere ufficialmente i lavoratori a cui però, scendendo le scale di Palazzo Zanca, ha dato un veloce e “volante” rassicurazione: «Stiamo lavorando per voi». Frase non nuova, quest’ultima, per i dipendenti impiegati ai servizi di mantenimento del verde pubblico che, ancora una volta, armati di pazienza, hanno deciso però di prendere in parola Ruggeri, dando a lui e al sindaco Buzzanca un’ulteriore “possibilità”. Ma i lavoratori Ato3 non ricevuti da dirigente, non sono intenzionati a “perdere la camminata”: nel pomeriggio, infatti, nel corso della seduta consiliare, chiederanno al presidente Pippo Previti la lettura di un documento da loro realizzato.

Una lettera come quella inviata qualche giorno fa agli organi di stampa e in cui i lavoratori all’urlo di “Noi siamo disoccupati” hanno manifestato tutta la loro intolleranza tanto verso l’amministrazione quanto verso l’azienda, accusate senza mezzi termini di stare contribuendo ad alimentare, con un atteggiamento sconsiderato, una vera e propria emergenza sociale. Questo perchè, come sottolineano i lavoratori, le cooperative di tipo B contano sull’impiego di ex-tossicodipendenti, persone affette da disturbi psichici, orfani, che necessitano di essere reinseriti nel mondo del lavoro.

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