Ancora uno scontro tra il senatore della Lega e il sindaco di Messina
MESSINA – “Nei giorni scorsi Srr e Comune di Messina hanno fatto notificare a diversi cittadini l’avvio delle procedure espropriative per l’impianto di frazionamento dell’umido a Mili Marina, a Messina. Una forzatura inaccettabile, che calpesta il lavoro della magistratura e ignora la salute dei residenti. Si tratta di un atto inopinato, irresponsabile e provocatorio. Mentre il Tar di Palermo, all’udienza dello scorso 4 dicembre, si è riservato di emettere la sentenza definitiva sul ricorso del Comitato ‘Amo il Mio Paese’, il ‘cerchio magico’ di Cateno De Luca e del sindaco Federico Basile decide di accelerare. Sarebbe stato doveroso e prudente attendere il verdetto dei giudici amministrativi”. Lo afferma Nino Germanà, senatore della Lega e segretario del partito in Sicilia.
“L’impianto che vogliono imporre è un mix esplosivo: una vera bomba ecologica che andrebbe a innestarsi su un depuratore già fuori legge che presenta gravissime criticità – prosegue Germanà. Parliamo di un’opera situata a distanze non regolamentari – meno di 30 metri dal Palazzetto dello Sport e a ridosso di centri abitati. Questa forzatura espone l’amministrazione a un rilevantissimo rischio di danno erariale. È stato contrattualizzato – precisa Nino Germanà – un raggruppamento d’imprese e avviata la progettazione esecutiva prima ancora di avere il via libera del Tar e senza aver acquisito i pareri positivi previsti per legge. Se il ricorso verrà accolto, come tutto lascia presagire vista l’illegittimità dell’iter, l’impresa potrà pretendere lucrosi indennizzi a spese dei contribuenti. Inoltre, si rischia di perdere definitivamente i finanziamenti Pnrr: ci sarebbe ancora il tempo per individuare un sito idoneo e riconvertire le risorse, ma l’arroganza politica di questa amministrazione preferisce lo scontro”.
E ancora: “C’è un aspetto che il sindaco Federico Basile sembra ignorare o voler sottovalutare con estrema spregiudicatezza: anche qualora il Tar, nella sentenza attesa dopo l’udienza del 4 dicembre, dovesse accogliere eccezioni preliminari di inammissibilità sul primo ricorso, i termini per l’impugnazione risultano ora pienamente riaperti proprio dalla notifica dell’avvio della procedura espropriativa. Annuncio ufficialmente – conclude Nino Germanà – una mobilitazione totale dei nostri parlamentari nazionali e regionali per impedire l’avvio dei lavori. Non permetteremo che si calpestino i diritti dei cittadini e del Comitato ‘Amo il Mio Paese’. Esiste anche un esposto penale in corso e non esiteremo a sollecitare ogni autorità competente affinché sia fatta chiarezza su questa gestione opaca e pericolosa della cosa pubblica. Se l’iter espropriativo dovesse continuare chiederemo in ogni sede il sequestro dell’area per evitare danni. De Luca e i suoi si fermino finché sono in tempo: non permetteremo questo scempio sulla testa dei messinesi. Basile e i suoi si fermino, e il sindaco non faccia lo yes man di De Luca dimostrando di avere a cuore la salute dei cittadini di Messina”.

.. come, come???
… senti, senti???
Una forzatura inaccettabile?
Che calpesta il lavoro della magistratura?
Ignora la salute dei residenti?.
Si tratta di un atto inopinato, irresponsabile e provocatorio?
Danno erariale?
Musica per le orecchie dei No Ponte!
Senatore della provincia di Messina, due pesi due misure?
Senatore come mai non è valso anche per il Ponte??
Abbiamo bisogno di gente affidabile in parlamento e che ci amministri!!!
No al Ponte – Basta sviluppo distruttivo!!!
Nino ma ti ascolti quando dici ste cose?
Hai capito vero che sembra una confessione più che una accusa?
No non li hai capito ahahah
Germanâ…..chi?????
Perché guardi la pagliuzza nell’ occhio di tuo fratello e non vedi la trave che c’è nel tuo?
Mi domando come può il senatore Germanà considerare bomba ecologica il depuratore di Mili e citare anche norme di Legge a sostegno della sua tesi quando unitamente al ministro Salvini vorrebbe imporre alle due sponde l’0ecomostro del Ponte che non giova a nessuno! Rammento a me stessa innanzitutto che ci sono state, alla luce di Leggi e Regolamenti Nazionali ed Europei, pronunce giurisdizionali che sanciscono l’illegittimità di tale costruzione. Rammento a me stessa ed anche al deputato in questione che da un ventennio la società “Ponte ” distribuisce stipendi a impiegati, dirigenti ed esperti e domando è legittimo tutto ciò? Vorrei che qualcuno mi risolvesse l’arcano della legittimità di una società “progettata” per la realizzazione di un ponte che, a quanto pare, non si può fare e per il mantenimento della quale si spendono soldi pubblici. Senatore Germanà, la prego, risponda a me e ai miei concittadini