I provvedimenti eseguiti ieri giungono al termine di un lungo procedimento penale. Giglia dovrà scontare una pena di 6 anni, 3 mesi e di 1.200 euro di multa, mentre Letizia di 4 anni, 2 mesi e 1.000 euro di multa.
Sono pesanti le accuse per Salvatore Giglia, 48enne di Sinagra, e Giuseppe Letizia, 51enne di Capo d’Orlando, che da ieri sera si trovano in carcere poiché condannati per il reato di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Sant’Agata di Militello si riferiscono a fatti avvenuti tra il 2002 ed il 2007. Gli inquirenti riuscirono ad accertare che Letizia, grazie all’appoggio di Giglia e indirettamente della famiglia criminale dei Bontempo Scavo, era riuscito ad imporre il proprio monopolio imprenditoriale nel settore dello smaltimento dei rifiuti speciali e della manutenzione degli impianti di depurazione. Forte dell’autorevolezza mafiosa, il quarantottenne aveva costretto i suoi concorrenti commerciali a cessare la propria attività e rinunciare ai lavori pubblici dell’area nebroidea.
I provvedimenti eseguiti ieri giungono al termine di un lungo procedimento penale.
Giglia dovrà scontare una pena di 6 anni, 3 mesi e di 1.200 euro di multa, mentre Letizia di 4 anni, 2 mesi e 1.000 euro di multa. (Ve. Cro.)
