Misilmeri si ferma per l'ultimo saluto a Sara

Misilmeri si ferma per l’ultimo saluto a Sara

Redazione

Misilmeri si ferma per l’ultimo saluto a Sara

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    lunedì 07 Aprile 2025 - 14:39
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    MISILMERI (PALERMO) (ITALPRESS) – Palloncini bianchi, striscioni e un’enorme commozione, con un’esplicita richiesta sullo sfondo: basta femminicidi. La Sicilia si stringe attorno alla comunità di Misilmeri per l’ultimo saluto a Sara Campanella, uccisa lunedì scorso a Messina da un collega universitario. “Mi amo troppo per stare con chiunque”, frase pubblicata sui social dalla ragazza qualche ora prima della morte, appare in ogni angolo del paese come messaggio contro la violenza sulle donne.
    Alla funzione, svoltasi nella chiesa di San Giovanni Battista e presieduta dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, hanno preso parte circa 1.500 persone: per contenere il flusso dei presenti sono stati allestiti due megaschermi, uno all’esterno dell’edificio e uno nell’oratorio adiacente. Tra le autorità che hanno partecipato al rito funebre anche il presidente della Regione, Renato Schifani, il primo cittadino di Messina, Federico Basile, e numerosi sindaci della Città Metropolitana di Palermo, incluso quello di Misilmeri, Rosario Rizzolo.
    “Siamo qui, sconvolti. Senza parole. Dinanzi al corpo di Sara. Vita che ci è stata rubata. Perché? – sottolinea Lorefice nell’omelia – Ancora una volta, risuona un grido: perché? Perché questo strazio indicibile inflitto ai cari genitori Cetty e Alessandro, al fratello Claudio, ai familiari, al fidanzato, agli amici, alla città intera? Una vita distrutta e rubata troppo presto, in modo oltremodo crudele. L’uomo, dice la Bibbia, ha due strade: quella della relazione e quella della violenza. Ma vediamo come la violenza abbia ancora distrutto la bellezza di Sara, la bellezza delle sue relazioni, la bellezza che lei aveva il compito di far crescere nel mondo attraverso i suoi studi universitari, la realizzazione della sua vocazione professionale e la relazione con l’uomo che lei liberamente aveva scelto di amare. In certi momenti si vorrebbe solo stare in silenzio e piangere sommessamente un dolore indicibile, inaudito. In questo corpo trafitto ci sembra che sia racchiuso il dolore di un mondo nel quale ancora domina la violenza. In particolare sulle donne. La violenza, ogni forma di violenza, per qualsiasi motivo si scateni, è sempre un fallimento che riguarda tutti. La mancata comprensione dell’amore. L’amore non uccide”. xd8/vbo/gtr
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