Il capogruppo Oteri: "Siamo contrari a scelte affrettate e incoerenti. La città ciclabile si costruisce solo garantendo sicurezza e rispetto delle regole"
MESSINA – A oltre 24 ore dalla seduta della prima commissione in cui è stato illustrato l’anello di 5 km in centro, realizzato con un sistema di piste ciclabili che coinvolgerà diverse vie di Messina, la Lega ha preso posizione. Il capogruppo in Consiglio comunale Cosimo Oteri ha chiesto chiarimenti in merito ad aspetti strettamente legati alla sicurezza stradale.
Oteri: “No a soluzioni improvvisate”
In una nota ha spiegato: “Per la pista ciclabile servono una reale sicurezza e un piano di mobilità credibile, non soluzioni improvvisate. Questo è un progetto che sulla carta potrebbe rappresentare un’opportunità per la mobilità sostenibile, ma che così come sarà realizzato solleva non poche perplessità. Come Lega non siamo contrari alla mobilità dolce, ma alle scelte affrettate e incoerenti. La pista a doppio senso in via del Vespro, con cordolo protettivo, è una scelta giusta. Ma perché solo due vie, via del Vespro e via Tommaso Cannizzaro, saranno realmente protette? Altrove i ciclisti saranno costretti a convivere a pochi centimetri dalle auto in movimento o in sosta, in un percorso tortuoso che in alcuni punti devierà persino tra dehors, stalli di sosta e fermate bus, come accadrà lungo la via Garibaldi”.
Oteri: “Città ciclabile solo garantendo la sicurezza”
Secondo Oteri “non si costruisce una città ciclabile solo tracciando una linea sull’asfalto. Si costruisce garantendo sicurezza, coerenza progettuale e rispetto delle regole. A Messina, invece, si persevera con soluzioni ibride, che sembrano pensate più per “chiudere un appalto” che per cambiare davvero il volto della città. Anche perché conclude Oteri- in una città dove la sosta selvaggia e la doppia fila sono ancora la regola, come si pensa di far convivere bici e auto senza un serio piano di controllo e sanzioni e di educare automobilisti e ciclisti a un nuovo modo di condividere la strada se non si prevede un’adeguata campagna di informazione e vigilanza?”.

Certo con tutti ‘sti ciclisti si rischia un accidenti
i ciclisti saranno costretti a convivere con le auto o sono le auto che stanno strette in questa convivenza forzata con piste e cordoli a difesa di un ciclismo presente solo quando il giro d’Italia tocca Messina?