Oggi il sit-in promosso dall'Udu alla Galleria Vittorio Emanuele nel segno della partecipazione. Nel ricordo dello studente Unime ucciso durante la rivolta
MESSINA – Hanno manifestato in tanti per la libertà in Iran alla galleria “Vittorio Emanuele” di Messina. Studenti iraniani e messinesi alla manifestazione oggi pomeriggio promossa dall’Udu e dal comitato Donnavitalibertà per dire basta al regime e all’oppressione. Tante le immagini, le foto e testimonianze. E quella dell’ayatollah Ali Khamenei è stata bruciata. Un sit-in nel giorno del dolore per la morte dello studente di Unime Yasin Mirzaei. Era tornato in patria ed stato ucciso durante la rivolta.
“Il nostro Paese in fiamme e nessuna notizia dei nostri familiari”
“Il mio nome è Nazanin Heidari, e sono una studentessa di Scienze Politiche all’Università di Messina. A causa della situazione attuale nel mio Paese, non sono più in grado di mantenere la mia normale vita quotidiana e accademica. Purtroppo, non sono in grado di contattare la mia famiglia che risiede in Iran, e non ho informazioni sulla loro sicurezza e benessere. Inoltre, sto provando una preoccupazione significativa per i miei amici; l’ultima volta che ero in contatto con loro, erano presenti nelle strade, e attualmente non sono a conoscenza se siano tornati a casa sani e salvi. Sono anche profondamente preoccupata per il futuro del mio Paese. Lo stress costante e la pressione psicologica derivanti dalla mancanza di informazioni sugli eventi in corso hanno gravemente interrotto la mia capacità di concentrarmi e funzionare normalmente nella mia vita accademica”. Si tratta di una testimonianza, una delle tante, dell’angoscia per un Iran in rivolta e con un regime pronto a soffocare ancora una volta ogni spinta alla libertà.
Donnavitalibertà e Udu: “A sostegno di una popolazione oppressa nel segno dell’autodeterminazione del popolo iraniano”
Il comitato Donnavitalibertà e l’associazione dell’Unione degli studenti di Messina “specificano che tutto ciò che è stato fatto è un’azione unicamente a sostegno della popolazione iraniana, oppressa da anni da un regime liberticida che ha privato cittadini e studenti dei principali diritti fondamentali quali libertà di espressione e di libero pensiero, diritti delle donne e diritti della comunità queer. Auspichiamo che l’attuale complesso quadro politico internazionale possa contribuire a trovare una risposta democratica, rispettosa della legalità internazionale e dell’autodeterminazione del popolo iraniano in tutte le sue componenti, alla domanda di libertà e diritti che oggi anima la protesta dei cittadini e delle cittadine iraniane. Crediamo fermamente nell’autodeterminazione dei popoli e sosteniamo che questo principio debba essere applicato senza ingerenze esterne che agiscano fuori dalla legalità internazionale”.

e’ semplice : non si dovrebbe piu’ fare affari con l’Iran. Non comprare piu’ i suoi prodotti. Non vendere i propri a quel paese. Ma chi rinuncia ai pistacchi iraniani, nel mondo ? Chi, al suo petrolio ?
Pian pianino, cresce la popolazione di chi è nato dopo la Rivoluzione Islamica. Aumenta quindi, il numero di quanti non capiscono perché debbano sottostare a valori religiosi imposti da un regime che si mostra incapace di garantire condizioni di vita civili e decorose alla propria gente, malgrado le elevate risorse economiche interne. Inesorabilmente, ineluttabilmente, Khamenei vedrà erodere la base che lo sostiene. Come nella Rivoluzione Francese, questo tipo di Regime del Terrore non è destinato a durare. Intanto, i valori della Rivoluzione Iraniana non si sono diffusi nel paese e stanno facendo meno proseliti di prima, poi la gente non riesce a campare fino a fine mese, comprare da mangiare, vestirsi, studiare, lavorare, assicurare un futuro ai propri figli e figlie. Poi, la stessa gente si accorge che vive in condizioni di miseria mentre gli appartenenti alla casta di governo, di problemi non ne hanno (di lavoro, di cibo, di privilegi). No, non è una situazione che puo’ durare. Ovviamente, su questa situazione si avventano le altre potenze mondiali (mi sembra logico : si tratta di acquisire influenza, di accedere alle risorse locali, di governare ,de facto quella terra) . Sorge infine una domanda : quando verrà il momento della vera indipendenza dell’ Iran ? Un paese dal grande passato politico (anche se con gli Ateniesi non è che le cose andassero di lusso … (ma vabbe’ …) una ex potenza locale, puo’ accettare ancora di essere tarpata nel suo diritto ad esistere …da una cricca di fanatici ????????? USQUE TANDEM ???