"A Messina vendite immobiliari condizionate dal ponte sullo Stretto"

“A Messina vendite immobiliari condizionate dal ponte sullo Stretto”

Redazione

“A Messina vendite immobiliari condizionate dal ponte sullo Stretto”

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venerdì 07 Agosto 2026 - 11:00

L'Unione Inquilini pubblica uno studio sui tempi medi di vendita e la crisi abitativa. In primo piano le aree condizionate dall'ombra della grande opera. In più, lancia un "allarme sicurezza dopo Pistunina" e dice no all'operazione Zanklon

MESSINA – Ponte sullo Stretto e crisi abitativa: l’inchiesta dell’Unione Inquilini sulle vendite immobiliari condizionate dalla grande opera. Il tutto senza dimenticare l’operazione sugli studentati e il monito di Pistunina. L’Unione Inquilini Messina rende pubblici infatti “gli esiti dell’inchiesta sindacale svolta sulle ripercussioni economiche, abitative e sociali che la prospettata realizzazione del Ponte sullo Stretto sta generando sul tessuto urbano cittadino. Attraverso la disamina incrociata dei dati nazionali di mercato, delle rilevazioni sulle aree di cantiere, degli investimenti nella residenzialità universitaria e dei recenti tragici avvenimenti di cronaca, il quadro che emerge è quello di una città bloccata, impoverita e consegnata alla speculazione”.

“A Messina tempi di vendita degli immobili allungati, pesa la possibile costruzione del ponte”

Scrive Unione Inquilini, con il segretario Antonio Currò: “Un’analisi accurata del quadro nazionale, condotta sulla base dello studio diffuso da Immobiliare.it Insight, mostra come i tempi medi di vendita degli immobili registrino un allungamento generalizzato in tutta Italia (+6% su base annua, arrivando a una media nazionale di circa 5,8 mesi). Questo fenomeno si concentra in misura marcata al Sud e nelle Isole, dove le fragilità strutturali dell’economia e dell’accesso al credito contraggono l’assorbimento del mercato. In questo contesto già critico, Messina si attesta come il caso più acuto tra tutti i principali capoluoghi analizzati, raggiungendo una media cittadina di 7,4 mesi. Tuttavia, per comprendere appieno la genesi di questo dato, occorre integrare il report con la specifica analisi di campo effettuata dalla rete immobiliare Tempocasa, che ha analizzato nel dettaglio l’effetto che la presunta apertura dei cantieri del Ponte e la complessa gestione degli espropri stanno producendo sui quartieri interessati”.

“Nelle aree destinate ad accogliere le opere collegate al ponte tempi medi di compravendita oltre gli 8 mesi”

“L’approfondimento chiarisce le dinamiche che determinano l’impennata del tempo di vendita e la profonda alterazione del mercato abitativo messinese. Nelle aree destinate ad accogliere le opere a terra, i piloni, le stazioni e le rampe di raccordo — in particolare nei quartieri di Torre Faro, Contesse ed Annunziata — i tempi medi di compravendita valicano ampiamente gli 8 mesi. La vita sociale ed economica di queste zone è sospesa tra la diffidenza degli acquirenti, poco propensi ad acquistare immobili pendenti da esproprio o penalizzati dalla presenza prolungata di cantieri invasivi, e la condotta attendista dei venditori, che evitano il mercato libero sperando di spuntare indennizzi più vantaggiosi dallo Stato”, viene osservato.

“Da una parte la svalutazione, dall’altra la concentrazione speculativa nel centro storico”

E ancora: “La domanda di alloggi non si è tuttavia estinta, ma ha subito uno spostamento forzato verso il centro storico — come via Garibaldi e via XXIV Maggio — e verso le aree non toccate dai tracciati dell’opera. Ne consegue un’estrema polarizzazione: da una parte la svalutazione e l’invendibilità del patrimonio immobiliare periferico e di cantiere, dall’altra la concentrazione speculativa nel centro urbano, con rincari dei prezzi che soffocano le famiglie a basso e medio reddito e gli inquilini in affitto. Il costante slittamento delle scadenze burocratiche e i ritardi relativi agli adempimenti procedurali e contrabili da parte del Cipess mantengono così il mercato in una bolla d’attesa, che erode il valore dei beni delle famiglie senza offrire alcuna certezza sul futuro del territorio”.

“Diciamo no all’operazione di Zanklon Capital, sì all’edilizia residenziale pubblica”

Scrive l’Unione inquilini: “In palese contrasto con il blocco del mercato residenziale e l’insicurezza che grava sui proprietari delle zone a rischio esproprio, si muovono le grandi operazioni finanziarie sul settore studentesco. Come evidenziato dalle recenti notizie sull’accordo da 24,8 milioni di euro garantito dalla Banca europea per gli Investimenti, tramite i fondi del Pnrr, a favore del fondo Zanklon Capital, a Messina è prevista la realizzazione di oltre 1.800 posti letto in strutture private, tra cui i grandi plessi di via Colleoni al Policlinico, con 500 posti, e via Brescia in Centro, con 255 posti. L’Unione Inquilini evidenzia come la gestione ventisettennale affidata al colosso multinazionale Yugo prefiguri un modello di ospitalità di fascia alta — con servizi quali palestre, sale cinema e spazi di coworking — lontanissimo dalle reali possibilità economiche degli studenti fuori sede privi di mezzi. Ancora una volta, ingenti risorse pubbliche destinate dal Pnrr alla rigenerazione urbana vengono deviate verso la redditività privata, anziché finanziare l’edilizia residenziale universitaria pubblica a canone sociale”.

“La tragedia di Pistunina richiama l’attenzione sull’urgenza di investire nella manutenzione e prevenzione”

“A questo scenario si aggiunge la dolorosa vicenda del rione di Pistunina. L’Unione Inquilini Messina esprime il proprio profondo cordoglio e la più sincera vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia. Di fronte a un evento così drammatico, mentre le autorità competenti accerteranno con rigore le cause e le eventuali responsabilità attraverso le indagini ancora in corso, emerge con forza la necessità di una riflessione sullo stato del patrimonio edilizio e delle infrastrutture del nostro territorio. Questa tragedia richiama l’attenzione sull’urgenza di investire nella manutenzione, nella prevenzione del rischio e nella sicurezza delle opere esistenti, temi che troppo spesso rimangono in secondo piano”, evidenzia l’Unione Inquilini.

“No alla propaganda del ponte sullo Stretto, la vera priorità un piano straordinario di messa in sicurezza dei quartieri di Messina”

“Mentre assistiamo a un territorio fragile che letteralmente cede sotto i nostri piedi, la politica e le istituzioni continuano a concentrare forze e risorse economiche colossali sulla propaganda e sui progetti legati al Ponte sullo Stretto. Riteniamo inaccettabile che si pianifichino infrastrutture megagalattiche, mentre la quotidianità della nostra città è segnata da vulnerabilità strutturali, degrado abitativo e mancanza di prevenzione sul patrimonio edilizio esistente. La vera priorità per il nostro territorio non è un’opera propagandistica, ma un piano straordinario di messa in sicurezza, riqualificazione e monitoraggio delle abitazioni e dei quartieri di Messina. Piuttosto che blaterare di opere che rappresentano un buco nero di risorse pubbliche, occorre garantire fondamenta solide e sicure alla vita di tutti i giorni”, viene sostenuto.

L’Unione Inquilini “invita a partecipare al corteo no ponte di sabato 8 agosto”

“Queste sono tutte tessere dello stesso mosaico. Esiste un nesso logico e profondo che motiva la battaglia dell’Unione Inquilini e della cittadinanza intera: il Ponte non è soltanto un’opera infrastrutturale, ma è già oggi un dispositivo di svalutazione sociale ed economica, un generatore di incertezza e uno strumento di distrazione delle risorse pubbliche. Chiedere lo stop al Ponte significa difendere il valore inestimabile del nostro territorio, fermare la paralisi dei quartieri popolari e pretendere che i fondi pubblici vengano destinati alla messa in sicurezza del patrimonio abitativo a rischio crollo, alla creazione di vere case popolari e ad alloggi universitari accessibili a tutti. L’Unione Inquilini Messina invita pertanto i cittadini, i movimenti per il diritto all’abitare, gli studenti, i lavoratori e i comitati territoriali a costruire un fronte comune e a partecipare compatti alla grande manifestazione contro il Ponte sullo Stretto indetta per domani sabato 8 agosto”.

“Ecco le nostre priorità”

“Le nostre rivendicazioni ineludibili rimangono: la cancellazione definitiva della Società Ponte sullo Stretto di Messina; la destinazione prioritaria delle risorse pubbliche alla prevenzione del dissesto idrogeologico; la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale; un piano straordinario nazionale di edilizia residenziale pubblica”, conclude l’associazione.

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