Zanklon, 25 mln della Banca europea a sostegno degli studentati a Messina

Zanklon, 25 mln della Banca europea a sostegno degli studentati a Messina

Marco Olivieri

Zanklon, 25 mln della Banca europea a sostegno degli studentati a Messina

domenica 26 Luglio 2026 - 08:10

Le discusse operazioni a Minissale e in via Brescia. La società annuncia il supporto della Bei e la gestione delle residenze universitarie a Yugo, piattaforma globale

MESSINA – Come eravamo rimasti sull’operazione Zanklon e gli studentati a Messina? Lo scorso febbraio l’amministrazione comunale aveva dato mandato ai propri legali di presentare ricorso contro la decisione del Tar sulla vicenda. Per la costruzione degli studentati “Archimede” e “Centro”, il Tribunale amministrativo regionale aveva ribaltato la decisione del Consiglio comunale. L’unico approvato era stato quello denominato “Policlinico”, a Minissale. Ed era arrivata la replica della società contro chi parlava di “speculazione” (“Rischio totalmente privato”). Ora c’è un aggiornamento: sarà la B.E.I., la Banca europea per gli investimenti, a sostenere il progetto di residenze universitarie di via Colleoni a Minissale (“Policlinico”, 500 posti letto) e di via Brescia (“Centro”, 255 posti letto) a Messina. Progetto promosso da Zanklon Capital, società di investimento e sviluppo immobiliare con sedi a Milano e Londra, attiva nell’ospitalità e nelle residenze universitarie (Pbsa) in Italia. I cantieri a Minissale e in via Brescia potrebbero partire nel mese di settembre. Il terzo progetto è quello chiamato “Archimede”, alle spalle del liceo.

Operazione Zanklon

Viene comunicato: “Il supporto finanziario all’operazione è stato approvato il 23 giugno 2026: le risorse, stimate in 24,8 milioni di euro, sono impiegate dalla Banca europea per gli investimenti attraverso il fondo Piani urbani integrati. Lo strumento finanziario istituito nell’ambito del Pnrr, promosso dalla Bei per attrarre e sostenere capitale privato negli interventi di rigenerazione urbana delle Città metropolitane. L’approvazione da parte della Bei è arrivata al termine di un’istruttoria che ha verificato la coerenza del progetto con gli obiettivi di sviluppo territoriale del fondo. A gestire le residenze universitarie, sottoscrivendo un contratto da 25 anni, sarà Yugo, la piattaforma globale di student housing del gruppo The Dot Group, presente in Europa, Nord America e Asia-Pacifico”.

Operazione Zanklon

A Messina Yugo interviene come gestore su mandato di Zanklon

Si tratta di una piattaforma che “si occupa di oltre 280 residenze, con circa 160.000 studenti ospiti, in 14 Paesi e più di 120 città. “Yugo interviene come gestore su mandato di Zanklon, con il compito operativo di condurre le residenze e di apportarvi il proprio marchio, i propri standard e la propria piattaforma di prenotazione internazionale”.

Apertura degli studentati a Messina per l’anno accademico 2029-30

Nell’ambito dell’accordo, “Yugo gestirà l’intero processo di progettazione e fornitura di arredi e attrezzature per tutte le strutture. Le residenze offriranno quasi 9.000 metri quadrati di spazi comuni: i servizi includeranno aree studio, palestra, lounge, sale per streaming e riunioni, angoli caffè, sale per yoga e meditazione, spazi conviviali condivisi, sale cinema e musica, spazi all’aperto. L’offerta abitativa sarà composta prevalentemente da monolocali indipendenti, dotati di cucina privata e progettati per garantire agli studenti elevati standard di qualità, comfort e autonomia. Con l’apertura degli studentati di Messina, prevista per l’anno accademico 2029/30, il portafoglio italiano di Yugo potrà contare su oltre 5.500 posti letto distribuiti in otto città – Firenze, Bologna, Torino, Roma, Pisa, Padova, Milano e Messina”, si legge nella nota inviata da Zanklon.

Operazione Zanklon

“Il modello, consolidato nel settore delle residenze universitarie e dell’ospitalità, è quello della separazione delle funzioni tra proprietà e gestione: il proprietario investe e risponde dell’immobile, l’operatore specializzato lo gestisce”, viene specificato.

“Un investitore istituzionale europeo e il primo operatore mondiale del settore puntano su Messina”

«L’approvazione del supporto finanziario su mandato Bei e la firma con Yugo sono, insieme, la conferma che questo progetto ha un valore che va oltre i confini cittadini – commenta l’amministratore delegato di Zanklon Capital, Natale Giostra – Un investitore istituzionale europeo e il primo operatore mondiale del settore hanno guardato Messina e hanno deciso di puntarci: capitale privato, risorse europee e un marchio internazionale che convergono sulla stessa città, nello stesso momento».

«La nostra partnership con Zanklon Capital segna un’altra tappa importante nella crescita di Yugo nell’Europa meridionale – dichiara invece Robin Moorcroft, Senior VP Commercial presso Yugo – Messina si sta affermando come una destinazione sempre più attrattiva sia per gli studenti nazionali che per quelli internazionali. Siamo entusiasti di rispondere a questa domanda e di sostenere il continuo sviluppo della città come polo universitario di riferimento».

Operazione Zanckon

Il dibattito e le riserve sul progetto Zanklon

Durante il dibattito in Consiglio comunale, nel novembre 2025, ha evidenziato Alessandro Russo, consigliere del Pd: “Sarebbe stato necessario un confronto con i soggetti esterni interessati. Abbiamo più di trentamila alloggi sfitti a Messina e il tema vero dovrebbe essere la riconversione e rivitalizzazione dello sfitto e non utilizzato. E l’amministrazione doveva intestarsi questo ragionamento, partendo dall’interesse al diritto allo studio in modo stabile. Si poteva approfittare del decreto ministeriale per impegnarsi in questo campo. Ma è mancata una regia politica. E dodici anni di vincolo non bastano ad assicurare in modo stabile l’esigenza degli studentati”.

A sua volta, il capogruppo della Lega Cosimo Oteri ha parlato di “speculazioni edilizie e impatto pesante sul territorio, ad esempio a Minissale”. In generale, troppi dubbi sui due progetti: “Centro” e “Archimede”. Dubbi sull’impatto urbanistico, soprattutto per i 12 piani del complesso “Archimede”, il più grande, e sui prezzi elevati delle camere, in media di 650 euro. E altra incognita: la questione del vincolo di 12 anni apposto sull’utilizzo delle strutture.

Sul progetto Zanklon rimane il contenzioso con il Comune di Messina

Zanklon fa pure riferimento al contenzioso aperto dall’amministrazione comunale: “Per quanto riguarda lo stato di avanzamento del progetto, è opportuno rammentare che tutti gli interventi sono muniti di Autorizzazione unica rilasciata dalla struttura di Missione Zes, autorità nazionale competente, all’esito della Conferenza di servizi alla quale il Comune di Messina ha partecipato, esprimendo i pareri tecnici di propria competenza. E della recente sentenza del Tar, che ha già validato la correttezza dell’intera istruttoria procedimentale seguita da Zanklon Capital, dichiarando cessata la materia del contendere sui precedenti provvedimenti. Resta il contenzioso promosso dal Comune di Messina avverso i nuovi titoli rilasciati dalla struttura di Missione Zes. Zanklon rispetta pienamente la facoltà dell’amministrazione di adire le sedi competenti, ribadisce massima fiducia negli organi di giustizia amministrativa e mantiene un canale di trasparenza assoluta verso la cittadinanza. Ritiene però doveroso rappresentare alla città, con precisione, che cosa è concretamente in gioco”.

“Con un esito sfavorevole del giudizio ci sarebbero 495 posti letto e 100 posti di lavoro in meno”

Per la società, “non è in discussione la realizzazione dei progetti, che sono dotati di tutte le autorizzazioni e i permessi che la legge richiede, ma la dimensione degli interventi. Un esito sfavorevole del giudizio promosso dal Comune di Messina, comporterebbe esclusivamente la riduzione delle volumetrie di progetto: 63 camere in meno sull’intervento Centro, corrispondenti al settimo e all’ottavo piano, e 432 camere in meno sull’intervento Archimede, pari a quattro piani. Il Policlinico, già interamente approvato, non subirebbe alcuna riduzione. In totale sarebbero 495 posti letto in meno: la capienza totale degli studentati diminuirebbe da 1.835 a 1.340 camere. I progetti, che vedono la nascita di studentati moderni e integrati nel tessuto urbano, rispondono a standard qualitativi internazionali: un eventuale ridimensionamento delle volumetrie si tradurrebbe unicamente in una drastica riduzione dei servizi offerti agli studenti, e un rallentamento del percorso di Messina verso gli obiettivi nazionali di edilizia universitaria legati ai fondi Pnrr”.

“Significherebbe privarsi di 495 posti letto, su un fabbisogno stimato in circa 2.286 posti letto, riduzione si trasferisce direttamente sull’occupazione: i 495 posti letto in meno corrispondono a una contrazione de 27% della capacità complessiva che, applicata alla base occupazionale di oltre 350 persone prevista a regime, vale oltre 100 posti di lavoro in meno tra personale diretto, addetti delle imprese di servizi affidatarie degli appalti di gestione e indotto, in termini di commesse continuative e non stagionali (manutenzione, housekeeping, portierato e sicurezza, lavanolo) che verrebbero meno in modo permanente per il tessuto imprenditoriale messinese”, è la conclusione.

“La sedia lasciata libera dallo Stato, per garantire diritti e servizi pubblici, viene occupata dal privato”

Per Rifondazione comunista, al contrario, in linea con diverse posizioni assunte in Consiglio comunale, “la sedia lasciata libera dallo Stato, per garantire diritti e servizi pubblici, viene occupata dal privato. Siamo di fronte a una vera e propria operazione immobiliare che dispiegherà tutto il suo carattere speculativo al termine dei 12 anni di vincolo di destinazione uso. Trascorso tale termine, l’immobile rientrerà nella piena disponibilità e autonomia gestionale del soggetto privato. Dal suolo della nostra città si continuano a estrarre valore e ricchezza privati: la sedia lasciata libera dallo Stato, per garantire diritti e servizi pubblici, viene occupata dal privato che persegue il suo interesse principale, ovvero quello di generare profitto”.

Il dibattito è destinato a continuare ma l’operazione va avanti.

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