"Niscemi peggio del Vajont", il disastro annunciato e il sonno della politica

“Niscemi peggio del Vajont”, il disastro annunciato e il sonno della politica

Marco Olivieri

“Niscemi peggio del Vajont”, il disastro annunciato e il sonno della politica

venerdì 30 Gennaio 2026 - 10:00

La frana chiama in causa una classe dirigente inadeguata in Sicilia. E la necessità di risistemare i territori senza vivere di continue emergenze

di Marco Olivieri

SICILIA – “Continuiamo così, facciamoci del male”, parafrasando Nanni Moretti. Niscemi e quella frana che chiama in causa una politica incapace di progettare un presente e un futuro adeguati alle esigenze di sicurezza nei territori. E soprattutto al mutamento epocale del cambiamento climatico. Per di più spesso negato a destra. Così il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano: “In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 (quasi duemila vittime, n.d.r.) ha movimentato 263 milioni. Più grande a Niscemi, quasi una volta e mezza come quantità caduta di montagna e di territorio, e di massa franosa, rispetto a quella del Vajont” (fonte Ansa).

Non solo il ministro e già presidente della Regione siciliana Nello Musumeci deve rispondere delle sue responsabilità politiche. Tutta una classe dirigente, a destra e sinistra, in Sicilia con particolari responsabilità del quasi eterno centrodestra che governa, deve rispondere. Nel frattempo, così il geologo Mario Tozzi su Niscemi, che ha scritto per “La Stampa”: “Frane già attive dal 1997: 30 anni e nessun abbattimento di immobili nell’area rossa. Costruzioni fino al margine della scarpata, nessun drenaggio visibile, nessuno sgombero, ignoranza della geologia, della pianificazione territoriale e della crisi climatica. E meno male che non ci sono morti. Ma Niscemi è solo un esempio paradigmatico: si procede a vista, costruendo troppo e condonando l’impossibile. Ignorando che più frammenti, ingessi e appesantisci il territorio, più il conto sarà salato”.

Tozzi: “Ci vorrebbe un new deal per risistemare in modo naturale e sostenibile il Paese”

Osserva polemicamente il geologo: “Ma no, non c’è nessuna crisi climatica: non stanno aumentando in numero, e soprattutto intensità, gli eventi meteorologici estremi. E non è vero che il territorio è stato devastato da decenni di costruzioni, spesso abusive, e infrastrutture spesso inutili. E mica continuiamo a vivere in condizioni di pericolo e mica abbiamo creato il rischio idrogeologico dove non c’era. E che colpa hanno i sindaci che hanno consentito la qualsiasi e i cittadini che quel mattone hanno comunque messo loro per primi? E che colpa le Regioni miopi e i governi che hanno condonato la vergogna? Ci vorrebbe un new deal per risistemare in modo naturale e sostenibile il Paese, e invece saremo sommersi da opere inutili e dannose. Ammesso che rimanga qualche soldo dopo il Ponte contro lo Stretto. E continuiamo a divorare suolo. E a negare che il clima stia cambiando per colpa nostra. Auguri”.

Quella frana ancora attiva e la relazione del 2022 sugli enormi rischi

A Niscemi la frana è ancora attiva. Ci sono 1500 sfollati e si procederà all’estensione dell’area di rischio a tutela della popolazione di circa 25 chilometri quadrati. Da parte sua, la Procura di Gela ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento. Nel frattempo, come abbiamo raccontato ieri, è scoppiata la polemica politica. C’è un documento del 7 aprile 2022 che descriveva minuziosamente la situazione. Si tratta dell’aggiornamento del Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico (Pai) per gli aspetti geomorfologici del territorio del Comune di Niscemi. A firmarlo il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia Leonardo Santoro, che ora ha disposto una revisione del Pai. ll deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, ha sollevato il caso all’Ars, mentre Angelo Bonelli, leader di Europa verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha invocato le dimissioni del ministro Nello Musumeci. In più Italia Viva ha lanciato una petizione online per chiederne sempre le dimissioni.

Sotto accusa le Giunte Musumeci e Schifani: “Non hanno fatto nulla contro i rischi a Niscemi”. Ma quante Niscemi esistono in Sicilia e in Italia?

Per Lardera, dato che il documento regionale parla di “processi morfologici intensi”, “forte attività erosiva”, “movimenti ancora attivi” lungo le strade provinciali, l’allora presidente della Regione Musumeci, poi ministro per la Protezione civile, “sapeva” ma, nonostante l’evidenza, “non è stato fatto nulla per mitigare questi rischi”. E per “prevenire quello che l’Autorità di bacini “definiva come un rischio concreto e in evoluzione”. Sotto accusa, sul piano politico, le Giunte Musumeci e Schifani: “In Sicilia erano disponibili 1,2 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico. Non hanno fatto nulla contro i rischi a Niscemi”.

Ma è d’obbligo porsi una domanda: quante Niscemi esistono in Sicilia e in Italia? Ecco perché questa vicenda chiama in causa la classe politica e il lungo sonno della politica. Nel frattempo, l’Autorità di bacino, nei prossimi giorni, con decreto, disporrà l’estensione dell’area di rischio a tutela della popolazione di circa 25 chilometri quadrati. E in quest’area sarà decisa l’inedificabilità assoluta.

Non si può vivere solo d’emergenze tra assenza di visione e fondi non spesi

Ma si può vivere solo di emergenze e disastri annunciati, dall’effetto ciclone Harry a questo “Vajont” per fortuna senza vittime? Si può continuare a ignorare i segnali, vedi frana del 1997, facendo finta di niente, con i fondi del Pnrr mai utilizzati per la messa in sicurezza di Niscemi? Si può assecondare quest’assenza di visione e di futuro? No, non è possibile. Occorre cambiare modelli di sviluppo e capacità di progettazione. Ora e subito, monitorando tutte le situazioni a rischio nei nostri territori siciliani e nazionali. Luoghi violentati dalla nostra avidità distruttrice.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED