Domenica 15 febbraio, per il Carnevale, il borgo messinese si lascerà attraversare da una leggenda
MESSINA – “Quando la leggenda scende in strada: a Salice la magia della Carnascialata di Mamma Drava. A Salice il Carnevale non è solo una festa, ma un racconto che prende vita tra le strade del paese. Domenica 15 febbraio 2026 dalle 15:30, il borgo messinese si lascerà attraversare da una storia antica, fatta di mito, musica e comunità: la Carnascialata della draghessa Mamma Drava”. Così il gruppo socio-culturale “La Trottola” presenta l’iniziativa.

“Tra le vie del paese prende forma uno spettacolo itinerante, dove ogni piazza diventa scena e ogni spettatore parte del racconto. A dominare la parata è un grande gigante di cartapesta, alto tre metri, simbolo di una tradizione artigianale che continua a vivere grazie alle mani e alla passione di chi crede nella bellezza delle cose fatte insieme.. Mamma Drava è una draghessa delle leggende siciliane, potente e fragile allo stesso tempo, madre ferita che cerca il figlio rapito. La sua storia rivive in un corteo fiabesco che avanza lentamente, accompagnato dal suono della banda, dai ritmi della musica popolare e dalle voci del popolo di Salice. È proprio la musica, suonata rigorosamente dal vivo, a diventare linguaggio universale capace di placare l’ira e trasformare la paura in condivisione”, viene spiegato.
Sottolinea sempre il gruppo “La Trottola”: “Bambini, famiglie, anziani: tutti camminano fianco a fianco, cantano in dialetto, indossano costumi realizzati nei laboratori, riscoprendo il valore della memoria e dell’appartenenza. Non ci sono barriere tra palco e pubblico, perché la storia di Mamma Drava è la storia di una comunità che si ritrova. E quando il racconto giunge al termine, la festa continua: musica, balli e sapori del Carnevale accolgono il pubblico in Piazza Canonica, trasformando la leggenda in un momento di gioia condivisa. La Carnascialata di Mamma Drava non è solo un evento, ma un invito a rallentare, ad ascoltare, a ricordare che arte, tradizione e relazioni sono ancora capaci di unire e di emozionare”.
