Accese critiche e dure discussioni sui disagi nei trasporti e i rinvii di alcune partite: ma nel resto d'Europa e negli Stati Uniti d'America è andata molto peggio
Quanto sono anti-Italiani questi Italiani! Sempre pronti a gettar fango su se stessi e più in generale sul sistema-Paese dell’Italia: anche l’eccezionale ondata di gelo che sta colpendo l’Europa alimenta polemiche e discussioni.
Non riusciamo a capacitarci, da giorni e giorni, del fatto che quattro partite di seroe A soamp state rinviate come se fosse il problema più grave del Paese: c’è chi ha detto che gli stadi andavano puliti meglio, chi dice che bisogna farne nuovi e più moderni come negli altri Paesi perchè i nostri sono vecchi e poco funzionali, e chi addirittura che si sarebbe dovuto giocare lo stesso. Nonostante il gelo, nonostante la neve. Sostengono che abbiamo fatto una brutta figura a livello internazionale, perchè sono state rinviate quattro partite di serie A.
Ma anche in Francia è stata rinviata una partita, Boulogne-Sochaux, per non parlare dell’Inghilterra dove non si sono giocate Wigan-Bolton, Blackpool-West Bromwich A., Cardiff C.-Leicester C., Scunthorpe U.-Ipswich T. e Colchester U.-Carlisle U. oltre a molte altre partite delle serie inferiori. Di fronte al gelo record s’è arreso anche il santuario del calcio, il Santiago Bernabeu di Madrid, dove si sarebbe dovuta disputare l’amichevole tra Ecuador e Perù: rinviata causa neve e gelo. Tante gare rinviate anche in Belgio, per lo stesso identico motivo: e allora dove sta questa -brutta figura Italiana-?
C’è chi se la prende con le Ferrovie dello Stato per i ritardi dei treni: ma tutto il continente è paralizzato. Addirittura nel weekend sono rimasti bloccati cinque treni nella galleria della Manica, nell’eurotunnel: 2.500 passeggeri sono rimasti imprigionati sotto terra per sedici ore. Tra Londra e Parigi. Le città più moderne e all’avanguardia del continente.
Il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ha spiegato che -la situazione è critica, ma il Paese non è nel caos. Dieci o quindici anni fa, in un momento come questo, il paese si sarebbe bloccato, invece oggi non è così. Sono giornate difficili, ma città come Parigi o Londra sono completamente paralizzate. In Italia, malgrado i ritardi, ogni grande città è raggiungibile-.
Anche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha rivendicato la funzionalità del sistema, ovviamente in modo relativo rispetto alle condizioni meteorologiche estreme, spiegando che nonostante i normalissimi ritardi dovuti alle eccezionali nevicate, nel nostro Paese non ci sono stati blocchi alla circolazione come è invece accaduto a nord delle Alpi.
In momenti del genere viene da chiedersi per quale motivo bisogna sempre cercare il marcio, prendendosela con qualcuno andando trovare a tutti i costi delle -colpe- che non ci sono.
I fenomeni meteorologici estremi hanno sempre condizionato l’evoluzione dell’umanità, e ancora oggi è normalissimo che ciò avvenga.
Evidentemente il problema è più che altro sociale: siamo anti-Italiani e, per quanto questa riflessione possa sembrare poco adatta a un pubblico provinciale, si tratta di un’analisi perfettamente sovrapponibile al territorio Siciliano o Messinese: ci autocritichiamo spesso non in modo positivo e costruittivo, ma con tono e atteggiamento di rassegnazione. Non riusciamo a vedere il bello che ci circonda, e tendiamo a esaltare il marcio. Guardiamo con troppa, esagerata e ideologica ammirazione ciò che è ‘straniero’, ciò che è fuori dalla nostra comunità: in gergo campestre potremmo dire che tendiamo a tirarci la zappa sui piedi.
Potrà sembrare paradossale, ma lo spirito identitario più forte del nostro Paese è l’anti-Italianità che emerge in ogni occasione possibile e immaginabile non per esaltare in modo orgoglioso ciò che ci appartiene, ma per autodistruggerci moralmente e psicologicamente anche quando, effettivamente, il sistema dimostra di essere all’altezza delle migliori avanguardie internazionali (se non superiore).
