La rivolta in Iran e l'angoscia dei giovani in città. La testimonianza di Nazanin Heidari. E gli appelli di Udu e di Emilia Pace (Unime). Sit-in il 13 gennaio
MESSINA – “Il mio nome è Nazanin Heidari, e sono una studentessa di Scienze Politiche all’Università di Messina. A causa della situazione attuale nel mio paese, non sono più in grado di mantenere la mia normale vita quotidiana e accademica. Purtroppo, non sono in grado di contattare la mia famiglia che risiede in Iran, e non ho informazioni sulla loro sicurezza e benessere. Inoltre, sto provando una preoccupazione significativa per i miei amici; l’ultima volta che ero in contatto con loro, erano presenti nelle strade, e attualmente non sono a conoscenza se siano tornati a casa sani e salvi. Sono anche profondamente preoccupata per il futuro del mio Paese. Lo stress costante e la pressione psicologica derivanti dalla mancanza di informazioni sugli eventi in corso hanno gravemente interrotto la mia capacità di concentrarmi e funzionare normalmente nella mia vita accademica”. Si tratta di una testimonianza dell’angoscia per un Iran in rivolta e con un regime pronto a soffocare ancora una volta ogni spinta alla libertà.

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Sottolinea la studentessa italiana Unime Emilia Pace, rappresentante di uno dei corsi di laurea in lingua inglese dell’Ateneo: “L’Università degli Studi di Messina è composta da tantissimi studenti iraniani che mi hanno chiesto di essere la loro voce, e io sono qui per amplificare le loro parole e le loro richieste. È nostro dovere come comunità accademica e civile di Messina offrire loro il nostro sostegno e la nostra solidarietà. Dobbiamo utilizzare tutte le piattaforme disponibili per diffondere la verità sulla situazione in Iran e per chiedere azioni concrete ai governi e alle istituzioni internazionali per proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali, nel rispetto del diritto internazionale e dei principi universali dei diritti umani. In particolare, chiediamo che siano rispettate le norme internazionali sui diritti umani, comprese le libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. È inaccettabile che vengano commesse violazioni dei diritti umani, inclusa la repressione violenta delle proteste pacifiche e la detenzione arbitraria di attivisti e giornalisti”.
Continua Pace: “”Come persona sensibile alle ingiustizie e alla lotta per la libertà, credo fermamente che sia nostro dovere morale supportare gli studenti iraniani e diffondere consapevolezza sulle rivolte interne al paese. In questo momento critico, è fondamentale che ci uniamo per chiedere giustizia, libertà e diritti umani per tutti i cittadini iraniani. Gli studenti iraniani che studiano all’estero, come quelli qui a Messina, all’Università degli Studi di Messina, stanno affrontando una situazione estremamente difficile, con la preoccupazione costante per la sicurezza dei loro cari e la difficoltà di rimanere connessi con le loro famiglie e amici”.
Il sit-in dell’Udu a Messina: “Solidarietà al popolo iraniano”
E si fa sentire anche la voce dell’Unione degli studenti: “Come studentesse e studenti di Udu Messina esprimiamo la più ferma condanna nei confronti delle brutali esecuzioni e delle violenze perpetrate dal regime iraniano contro studenti e cittadini che manifestano pacificamente per i propri diritti. Questi atti rappresentano una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali, tra cui la libertà di pensiero e di libera espressione, pilastri irrinunciabili di ogni società democratica.
«La situazione in Iran è insostenibile. Il libero pensiero e la libera opinione, diritti fondamentali dell’essere umano, vengono calpestati da anni e ci troviamo di fronte a quella che è l’eliminazione sistematica e, cosa ancor più grave, esponenziale del dissenso. Ci stiamo avviando ad uno scenario politico globale che vede i diritti umani fondamentali calpestati in gran parte dei Paesi nel mondo, troppo spesso a causa di dittature liberticide. Come studenti di Udu, non possiamo rimanere con le mani in mano mentre altri studenti vengono uccisi altrove. Ci faremo sentire ed esprimeremo la nostra solidarietà al popolo e agli studenti iraniani, afferma Salvatore Andreoli, delegato dell’Udu Messina ai rapporti con gli studenti internazionali.
Per dare un segnale concreto di vicinanza e sensibilizzazione, l’Unione degli studenti di Messina, assieme alla comunità studentesca internazionale dell’Università di Messina e, in particolare con la comunità studentesca iraniana, ha organizzato un sit-in studentesco, martedì 13 gennaio, alle ore 17, presso la Galleria Vittorio Emanuele di Messina.
“Il sit-in rappresenterà un’opportunità per tutti gli studenti e i cittadini di affermare insieme il valore universale della libertà e dei diritti umani. Invitiamo, perciò, alla più ampia partecipazione”, viene evidenziato.
