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Presentata la campagna “Test’iAMOci”

Sara Faraci

Presentata la campagna “Test’iAMOci”

martedì 12 Febbraio 2013 - 14:42
Presentata la campagna “Test’iAMOci”

A due giorni dalla festa mondiale degli innamorati, è stata lanciata la campagna “Test’iAMOci”per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e in particolare dell’HIV. A collaborare all’iniziativa, l’Osservatorio per i minori e i diritti dell’infanzia “Lucia Natoli”, la Federazione italiana delle donne nelle arti, professioni e affari e la Federazione fioristi italiani

San Valentino come occasione per lanciare un monito a tutti gli innamorati del mondo. A pochi giorni dalla celebre ricorrenza, l’Osservatorio per i minori e i diritti dell’infanzia “Lucia Natoli” insieme alla Federazione Italiana delle donne nelle arti, professioni e affari e alla Federazione Fioristi Italiani, ha creduto opportuno sollecitare la riflessione sull’altro volto dell’amore. Quello più insidioso e temibile. L’altro risvolto della medaglia: le malattie sessualmente trasmissibili.

E’ stata perciò presentata in conferenza stampa presso la Sala Giunta della Camera di Commercio, la neonata campagna “Test’iAMOci” che ha posto l’accento sui rischi derivanti da un contatto sessuale poco intelligente e sulla relativa necessità di tenere sveglie le coscienze in merito alle conseguenze.

Numeri e proposte hanno fatto da sfondo all’incontro di stamane che ha voluto offrire un quadro globale della situazione riguardante la diffusione del virus HIV e promuovere iniziative utili alla prevenzione del contagio.

Saro Visicaro dell’Osservatorio “Lucia Natoli”, il professore Luciano Pellicanò del Policlinico Universitario di Messina assieme alle presidenti delle Fidapa di Messina, Capo Peloro e Venetico e ai rappresentanti di Federfiori e della Camera di Commercio, hanno illustrato la brillante iniziativa di quest’anno che mira a coinvolgere le frange più giovani della popolazione sensibilizzandone le coscienze e mettendo in atto l’ormai acquisita consapevolezza che nemico più agguerrito dell’Aids sono proprio le campagne divulgative che arginano il contagio e frenano la diffusione della malattia.

E’ stato così previsto che dal 14 febbraio sino al prossimo 8 marzo, chiunque si recherà presso i fiorai aderenti all’iniziativa esibendo un ticket rilasciato dal Laboratorio di analisi del Policlinico e del Papardo di Messina (i quali garantiranno a loro volta test gratuiti), otterranno 10 euro di sconto sui loro acquisti.

L’obiettivo è quello di attenuare il problema del “sommerso” ovvero della sieropositività inconsapevole che moltiplica esponenzialmente i casi di trasmissione del virus, vanificando gli sforzi compiuti nell’ultimo quarto di secolo e che hanno portato, in tempi relativamente brevi, a trasfigurare la storia naturale della malattia, rendendola da “rapidamente progressiva e mortale” a “cronica”.

Continua allerta, dunque, per un pericolo subdolo che non ha ancora mollato la presa. E infatti solo in Italia sono circa 4000 i nuovi casi di infezione da HIV, circa 5,8 per ogni 100.000 persone, all’incirca un contagio ogni due ore, facendo dei rapidi calcoli. Anche in Sicilia i casi si sono moltiplicati e sempre più preoccupante è poi la situazione dell’Europa dell’Est e dei paesi del Medio Oriente.

Ma la diagnosi precoce non è solo un potente deterrente all’epidemia che incalza, è infatti anche un ottimo ausilio per influenzare pesantemente il decorso della malattia. “Esistono evidenze scientifiche – ha spiegato Pellicanò – che dicono che trattando un sieropositivo asintomatico e con infezione non ancora sviluppata, si diminuisce del 96% la sua possibilità di trasmissione del virus e si riduce notevolmente la mortalità”.

Accorgersi troppo tardi di aver contratto il virus è infatti una prassi sin troppo frequente che consente di intervenire con le opportune cure mediche solo quando il deterioramento del sistema immunitario è in fase ormai avanzata. Imputati ancora una volta, nel 78,8% dei casi registrati, rapporti sessuali non protetti che rappresentano lo strumento numero uno di veicolazione del virus.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione della Fidapa all’evento. “Quasi il 40% delle donne HIV positive scopre tardi di essere stato colpito dal virus, spesso quando l’AIDS è già in fase conclamata – ha spiegato Pellicanò – inoltre le donne presentano condizioni biologiche che le rendono più esposte e vulnerabili al virus rispetto agli uomini: sono due volte più a rischio di contagio in un rapporto non protetto rispetto all’uomo. Da qui l’importanza della diagnosi precoce, anche rendendo più facile l’accesso al test”.

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