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Antonino Moschella, il camionista che ama leggere e scrivere

Pierluigi Siclari

Antonino Moschella, il camionista che ama leggere e scrivere

giovedì 19 Agosto 2021 - 06:50

Intervista al quarantenne messinese autore de "Il sarto di Zeus"

Antonino Moschella, quarantenne di origini messinesi, guida mezzi pesanti da quasi vent’anni – prima pullman da gran turismo, poi, causa COVID, è passato al trasporto merci – ma non ha mai accantonato la passione per la lettura e la scrittura. Da pochi mesi, infatti, è stato pubblicato il suo romanzo Il sarto di Zeus.

Quando lo raggiungiamo telefonicamente, Antonino Moschella si trova a Capo Passero, nell’estremo sud della Sicilia, intento ad attraversare l’isola. “Questo lavoro ha accentuato la mia misantropia e mi ha permesso di guardare il mondo con un’altra prospettiva.

“Sono una persona che pensa ad andare avanti, evitando che l’unica cosa ad andare diritto sia proprio un camion. La vita è come la strada, ricca di insidie, ma ne abbiamo una sola. Dato che adesso sto attraversando la Sicilia, forse riuscirò a scrivere un testo che racchiuda la mia passione per il mare, la mitologia, la passione e l’amore. Temi che in realtà caratterizzano anche Il sarto di Zeus, che è già in libreria”.

La formazione

Durante le scuole medie, Antonino Moschella si appassiona a latino e greco, ma l’esperienza al liceo non prosegue in modo positivo. “In secondo liceo, quindi al quarto anno, decisi di cambiare completamente studi, passando a ragioneria. Fu molto difficile, perché alcune materie di quel percorso di studi mi erano del tutto nuove. Persi un anno, ma alla fine mi diplomai col massimo dei voti”.

”Da giovane ho divorato migliaia di testi, da Umberto Eco e Herman Hesse, passando per Nietzsche e finendo ai thriller di importazione americana, molto in voga negli anni ’90. Antonio Pennacchi, autore scomparso di recente, aveva una penna che da subito mi ha affascinato, non per il suo aperto schieramento politico, ma perché riusciva a regalare al lettore uno schema di scrittura, un insegnamento gratuito”.

“A differenza di Fernando Pessoa, Pennacchi non ti diceva preventivamente come leggere i suoi testi” continua Moschella. Da Luciano de Crescenzo ho appreso l’ironia sana e la passione per la descrizione dei miti greci, ma sono moltissimi gli autori che hanno lasciato in me un segno particolare. Ma se dovessi parlarti del mio vero autore preferito, l’unica risposta cadrebbe su Hemingway, aver letto Il vecchio ed il mare nel periodo in cui dovevo scegliere cosa vedere del mondo, ha acceso in me una lampadina, ma non una normale, una 100watt a LED”.

I primi scritti

La passione per la scrittura ha sempre accompagnato quella per la lettura. Nei momenti di calma durante le lezioni, uno dei miei professori – il prof. Musicò, con cui ho ancora oggi un ottimo rapporto – amava prendere il mio diario e leggere qualche storiella ai compagni, che apprezzavano. Non esistevano i social, non vi era modo di emergere”.

Lo sbarco sul web avviene per Moschella nel 2007. Ancora lontani Facebook e Instagram, ci sono però già forum e blog. Ho iniziato a scrivere on line con lo pseudonimo di Corto Maltese, rubando il personaggio fumettistico di Hugo Pratt. Fin da ragazzino ho sempre amato le sue storie, il marinaio triste a carattere filosofico che crede nell’amore e nell’amicizia. Pagine come vorrei una camera, hanno sempre permesso la pubblicazione delle mie storielle, allietando i lavoratori del settore turistico”.

Il sarto di Zeus

Messina: sulla nave Caronte sta per avvenire un incontro fuori dall’ordinario, quello tra Ares e Cratos. Il capitano li invita a raccontare la loro storia, e così il dio della guerra narra al lettore duemilacinquecento anni di vita sulla terra.

Rappresentante della forza e della cultura, Ares si spinge in ragionamenti psicologici e filosofici. Paradossi e battute si susseguono, battaglie per mari con la Marina inglese e pirati senza scrupoli arricchiscono il romanzo. Ripetuti flashback permettono di contestualizzare la crescita spirituale del dio della guerra che, nel presente, deve trovare il modo di liberarsi di una maledizione ricevuta da Apollo e Atena.

Il sarto di Zeus, romanzo di Antonino Moschella

Il sarto di Zeus nasce per gioco, durante una traversata in mare da piombino ad Olbia” racconta Moschella. “Dovevo trascorre quindici giorni alle terme di Saturnia, ma il maltempo ha costretto me e mia moglie, a cambiare meta. Da anni il mio amico Vittorio, sarto di professione, seguiva i miei scritti in rete. Commentatore sagace e ricco di ironia, vive a Sassari e non ci eravamo mai visti dal vivo”.

“In quel viaggio la lampadina dell’esterno si accese ed appena spinsi il mio amico a leggere le prime pagine che avevo buttato giù sulla nave, l’illuminazione nei suoi occhi mi diede lo slancio per andare avanti”.

Una pubblicazione fortunata

“Non è il solito romanzo ed amore” continua Moschella, amo troppo Bukowski per scrivere come qualcun altro, non fa proprio per me. Nelle pagine di quel romanzo c’è il mio stile, il mio pensiero, la mia filosofia. Aver conosciuto Dario Bellini, titolare della Gilgamesh edizioni, è stata una fortuna, la ciliegina sulla torta”.

“Avevo ricevuto parecchie offerte di pubblicazione, ma nessuno mi lasciava libero come lui. La Gilgamesh non deve fare soldi con un testo, siamo persone che viviamo di passioni, e la cultura non porta mai danaro. Rispetto, passione e dedizione, messi accanto all’amicizia fanno il resto”.

Il rapporto con Messina

“Nel romanzo c’è una sola attrice ritenuta non protagonista ma che in realtà è la protagonista assoluta di tutto il romanzo: Messina spiega ancora Moschella.

“La mia città, quella che mi ha trasmesso l’ironia semplice, che non ha permesso al sarcasmo di entrarmi dentro, perché come dice Corto Maltese: tra ironia e sarcasmo, passa la stessa differenza che vi è tra un sospiro ed un rutto”.

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