La Badiazza "Luogo del cuore Fai": votate entro il 30 novembre. Ecco come - Tempostretto

La Badiazza “Luogo del cuore Fai”: votate entro il 30 novembre. Ecco come

Rosaria Brancato

La Badiazza “Luogo del cuore Fai”: votate entro il 30 novembre. Ecco come

mercoledì 24 Ottobre 2018 - 05:00
La Badiazza “Luogo del cuore Fai”: votate entro il 30 novembre. Ecco come

Tempostretto aderisce all'iniziativa del Comitato per la rinascita della Badiazza ed invita a votare il sito tra i Luoghi del cuore Fai. Ecco come fare, basta un click. Per risalire la classifica sino in vetta serve la mobilitazione di tutti.

Tempostretto invita a un piccolo grande gesto concreto: un click, un voto, per far sì che la nostra storia, le nostre radici, abbiano quello spazio e quella riqualificazione che meritano.

Riteniamo che la Badiazza e l’antica via dei Vespri debbano essere censite tra i “Luoghi del cuore” Fai (Fondo Ambiente Italiano), iniziativa giunta alla nona edizione e che dal 2003 ha fatto sì, con cadenza biennale, “siti speciali” ma spesso per varie ragioni dimenticati, venissero valorizzati e conosciuti.

Il luogo del cuore è quel pezzo di storia che fa parte dei nostri ricordi, della nostra identità, qualcosa che magari i nostri avi ci hanno lasciato pensando che ne avremmo avuto cura ma poi, per secoli, non è andata così.

E’ nato un Comitato per la rinascita della Badiazza, composto da esperti ma anche da “innamorati” della nostra città, e che ha lanciato la proposta: VOTARE LA BADIAZZA PER FARLA INSERIRE NEL CENSIMENTO DEI LUOGHI DEL CUORE.

I primi tre riceveranno un premio in denaro per interventi di riqualificazione, ma già essere nell’elenco è fondamentale per far conoscere il nostro “luogo del cuore” e mettere in moto quei meccanismi legati all’informazione ed alla promozione che possono portare comunque a risultati importanti.

Grazie al Fai il sito potrà davvero essere conosciuto in tutto il mondo.

Negli anni scorsi per molti dei luoghi censiti si è riscontrato successivamente l’interesse di istituzioni ed enti per ristrutturazioni ed interventi di promozione.

Per la riqualificazione della Badiazza, nell’ambito del Patto per la Sicilia c’è un finanziamento di 2 milioni e mezzo. Al momento gli uffici della Soprintendenza ai Beni culturali (che vede favorevolmente questa iniziativa) stanno completando la progettazione esecutiva (come richiesto dalle recenti modifiche del codice degli appalti) per poi avviare le procedure per l’appalto.

SI VOTA FINO AL 30 NOVEMBRE, C’E’ ANCORA UN MESE DI TEMPO, basta un click ma soprattutto serve il passaparola. DI SEGUITO IL LINK PER VOTARE, che ci auguriamo possa diventare virale:

https://www.fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-santa-maria-della-scala-detta-la-badiazza?ldc

LA BADIAZZA E L’ANTICA VIA DEI VESPRI

Poco fuori città, in una vallata ai piedi dei Peloritani, troviamo la bellissima chiesa medievale di S.Maria della Valle o della Scala (la chiesa era sorta lungo un'importante via di comunicazione che,attraverso una lunga scala che si inerpicava sui Peloritani, collegava la vallata orientale alla zone tirrenica e alla piana di Milazzo). La sua fondazione si colloca nell'XI secolo ad opera di monache benedettine che, accanto alla Badia, avevano anche un monastero di cui si hanno scarsi resti. Fin dal 1168 grazie a Guglielmo d'Altavilla, e per tutto il Medioevo, la Badiazza raccolse molti privilegi regali. La fondazione della chiesa e del monastero è legata ad un fatto leggendario a cui si ispirava un quadro, conservato in chiesa, raffigurante una Madonna con accanto una scala. Secondo la leggenda una nave di mercanti provenienti dalla Siria era approdata in città e dopo aver scaricato le merci si preparava a ripartire tenendo nascosto nella stiva il quadro della Vergine rubato in oriente. Dopo numerosi tentativi, i mercanti credettero di essere trattenuti da qualcosa di miracoloso e quindi decisero di rivelare la presenza del prezioso dipinto. Si recarono dall'arcivescovo e alla presenza del re Federico II di Svevia svelarono il furto. Si decise di sbarcare il quadro, cosa che permise alla nave di riprendere il mare, e dopo averlo caricato su un carro trainato da buoi, lo si lasciò andare finché non si fermò proprio dove oggi sorge la chiesa. Nel 1282, durante la guerra del Vespro, le truppe di Carlo d'Angiò che assediavano la città la saccheggiarono e la incendiarono.

Ricostruita e ampliata da Federico II d'Aragona fu abbandonata in seguito alla grande peste del 1347 durante la quale l'immagine della Madonna fu portata in processione all'interno della città per scongiurare la pestilenza. Cessato il pericolo le monache decisero di trasferirsi in un nuovo monastero costruito in città ritornando solo durante il periodo estivo per soggiornarvi. I numerosi straripamenti dei torrenti e dei terremoti ne hanno continuato il declino. E' stata di recente completata una lunga opera di restauro. La chiesa è un bell'esempio di arte medievale che accomuna vari aspetti dell'architettura siciliana del tempo. La chiesa, a croce latina, è divisa in tre navate di cui la più grande è quella centrale. La cupola , crollata nel secolo scorso,ma visibile in alcune stampe, era emisferica probabilmente influenzata dall'architettura araba. Negli anni successivi assunse forme sempre più goticheggianti, come si può vedere dai vari elementi ogivali che le caratterizzano tra cui le edicole delle absidi, le volte a crociera (con materiale misto di calcare e lava) e i portali. Le navate sono delimitate da poderosi pilastri sormontati da bei capitelli a motivi vegetali con foglie uncinate e croci. Le absidi erano ricoperte da ricchi mosaici in stile bizantino eseguiti in età sveva di cui ci resta un piccolo frammento,oggi al museo, raffigurante la testa di S.Pietro. Il dipinto della Madonna della Scala, trasferito nel nuovo monastero in città è andato perduto con il terremoto del 1908.

L'esterno della Badia, per l'intero perimetro, è caratterizzato da una merlatura restaurata di recente.

Appena superata la chiesa medievale ci si può incamminare per l'Antica Via dei Vespri. Lasciato l'antico manufatto si imbocca una stradina che introduce in un vallone; raggiunta un'alta briga di contenimento, inizia il sentiero che a tornanti risale il vallone fino a raggiungere una antica mulattiera che attraversa in salita, ripida in alcuni punti, una bella pineta, un ricco sottobosco di erica e corbezzolo. Qui si possono notare muretti a secco di protezione dell'antico percorso che formando dei tornanti scorre dentro un piccolo canyon naturale con tratti che a volte sembrano scavati nella roccia. Man mano che si sale il panorama si va aprendo sulla vallata. Il sentiero nel periodo piovoso forma una bella cascatella.

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