La Polizia metropolitana di Messina ha sequestrato un'area di 1.000 mq. Coinvolte diverse persone
La Polizia metropolitana ha sequestrato un’area di 1.000 mq e denunciato diverse persone a Tripi, nel Messinese. Le indagini, supportate dall’utilizzo di droni, hanno consentito di individuare e interrompere lavori di sbancamento su un versante sottoposto a vincoli idrogeologici e ambientali nel comprensorio dei Nebrodi. Durante i rilievi, gli agenti hanno documentato le opere in corso, accertando l’impiego di mezzi meccanici per l’asportazione di materiale terroso in una zona sottoposta a vincoli idrogeologici, paesaggistici e forestali.

“Un’articolata attività di controllo sviluppata attraverso servizi di osservazione e riprese aeree tramite drone ha consentito alla Polizia metropolitana di Messina di individuare e interrompere lavori di trasformazione in corso nel territorio del Comune di Tripi. L’azione, diretta e coordinata da comandante del Corpo, colonnello Domenico Martino, è stata condotta dalla sezione di polizia giudiziaria. L’attività investigativa ha portato al sequestro preventivo di un’area di circa 1.000 metri quadrati, interessata da consistenti lavori di sbancamento che stavano modificando la morfologia originaria del versante”, viene comunicato.
Nel corso delle verifiche è stato inoltre intercettato e fermato un autocarro carico del terreno appena prelevato. L’immediato controllo ha permesso di identificare il conducente. Al termine delle verifiche, sono stati posti sotto sequestro sia l’intera area interessata dai lavori sia i mezzi d’opera utilizzati. Al momento, diverse persone sono state denunciate a vario titolo all’autorità giudiziaria per presunte violazioni della normativa ambientale, paesaggistica e urbanistica, in relazione all’esecuzione di opere strutturali in assenza delle autorizzazioni e dei nulla osta previsti.

Sull’attività è intervenuto il sindaco metropolitano, Federico Basile: “Questo risultato conferma l’attenzione che la Città metropolitana di Messina riserva alla salvaguardia del proprio patrimonio naturale. Parliamo di un territorio straordinario ma particolarmente delicato, come quello dei Nebrodi, dove la protezione dell’ambiente e il rispetto delle regole rappresentano obiettivi prioritari”.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare la possibile sussistenza di altri illeciti connessi al trasporto e allo smaltimento del materiale asportato.

