La Fp Cgil non intende accettare lo spostamento di 30 unità del personale impiegato nel servizio Sad, nel bando, a breve in pubblicazione, che dovrebbe godere dei fondi della 328. Cisl Fp e Uil Fpl sprimono forti perplessità e denunciano la mancanza di programmazione.
Con i fondi della legge 328 si finanzierà per tre anni anche il servizio di assistenza domiciliare anziani che ad oggi viene gestito dalle cooperative, esattamente come tutti i servizi sociali. Questo significa che i lavoratori in questo momento impiegati nel servizio finanziato con i fondi comunali potrebbero transitare nel nuovo aggiudicatario in base all’esito che avrà il bando di gara. L’idea è dell’assessore ai Servizi Sociali Nino Mantineo, ma non è stata accolta con grande entusiasmo dai sindacati che continuano ad attendere notizie sulla programmazione del settore. La proposta è di inserire nel bando triennale sull’assistenza domiciliare anziani, che dovrà essere finanziato con la Legge 328, una clausola di passaggio in base alla quale un gruppo di lavoratori, espletate le procedure del nuovo bando della 328, dovranno essere assorbiti da chi nel frattempo si è aggiudicato il servizio.
“Su questo – affermano il segretario generale della Cisl Fp Calogero Emanuele e della Uil Fpl Giuseppe Calapai – nutriamo forti perplessità perché non danno garanzia alla copertura totale del servizio da rendere all’utenza ma, soprattutto, non danno garanzia a tutti i lavoratori impegnati. Riteniamo – continuano – che la pro-quota del Comune di Messina relativa ai fondi della Legge 328 deve essere utilizzata per integrare i fondi previsti dal bilancio comunale, secondo il vero spirito della legge sui servizi socio-assistenziali. Su questo – affermano Emanuele e Calapai – bisogna dare vita a un protocollo di intesa e a un atto di indirizzo ai dirigenti preposti considerando tutte le necessità di tutti i servizi, non solo del SAD Anziani”.
Durissima contro questa ipotesi la segretaria della Fp Cgil Clara Crocè che non intende accettare lo spostamento di 30 unità del personale impiegato nel servizio Sad nel bando, a breve in pubblicazione, che dovrebbe godere dei fondi della 328 (complessivamente 18milioni di euro), pari a oltre cinque milioni di euro per il SAD , per tre anni. «Sebbene infatti – afferma la Crocé – il 75% di tale somma spetta a Palazzo Zanca, in qualità di ente capofila del distretto sanitaria D-26, i soldi della gestione del servizio, che potrebbero essere garantiti per la prima annualità, potrebbero invece essere in forse per le due successive, perché la Regione potrebbe decidere di ridurre gli stanziamenti. In questo caso, però, a pagarne le conseguenze sarebbero proprio quei trenta lavoratori usciti fuori dal bacino dei servizi sociali comunali».
“Anziché puntare ad un risparmio di circa 800 mila euro sulla pelle dei lavoratori – ha specificato al Crocé – l’Amministrazione farebbe bene a pensare ai lavoratori in esubero di Casa Serena per cui la cassa integrazione in deroga sta per terminare”. I lavoratori non hanno intenzione di accettarfe alcuna proposta, i sindacati torneranno a riunirsi con l’assessore Mantineo il prossimo lunedì.
Cisl Fp e Uil Fpl sono pronti comunque al confronto “ragionando, però, su dati contabili certi e regolarmente certificati che scaduti ormai i termini di approvazione dei bilanci, ancora ad oggi non ci sono”. La Fp Cgil pretende garanzie occupazionali e stipendi.

la cgil pretende garanzie occupazionali e stipendi… buonanotte…