Verdetto della Corte dei Conti per l'ex presidente dell'Assemblea dopo il caso scoppiato nel 2024
Gianfranco Micciché dovrà risarcire l’Ars di 31.103 euro per l’uso illecito dell’auto blu, quando era presidente dell’Assemblea. Lo ha deciso la Corte dei Conti che ha condannato l’esponente politico siciliano per danno erariale. Micciché dovrà anche pagare con altri 11.660 euro, in solido con l’autista di allora, Maurizio Messina.
Autista complice, com’è finita per lui
L’uomo è stato condannato per truffa e la sentenza della magistratura contabile per lui era già stata emessa qualche settimana fa. L’ex autista era stato condannato per danno di immagine all’Assemblea regionale siciliana. Adesso il verdetto per Micciché, ancora non definitivo. Entrambi dovranno ripagare anche le spese legali, quantificate in circa 1600 euro. La sentenza della Corte (presidente Anna Luisa Carra) risale al 10 giugno ma è stata depositata di recente.
Micciché sotto processo, quali sono le accuse
Intanto Micciché è ancora sotto processo penale per truffa e peculato. Davanti al giudice penale deve ancora essere accertata la tesi della Procura che, il 20 maggio 2024, aveva ottenuto il divieto di dimora per Micciché, accusandolo di aver usato l’auto assegnatagli dall’Assemblea per fini privati. Diversi i viaggi tra Palermo e Cefalù per motivi privati, non soltanto dell’allora presidente dell’Ars ma anche di suoi familiari, addirittura per portare il gatto dal veterinario e, secondo l’Accusa, per l’acquisto di sostanze stupefacenti.


non solo dovrebbe risarcire. dovrebbe soprattutto dimettersi da qualsiasi carica ricopre