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L’autunno caldo della Formazione: corsi ancora al palo e rischi di nuove assunzioni in “odor di elezioni”

Rosaria Brancato

L’autunno caldo della Formazione: corsi ancora al palo e rischi di nuove assunzioni in “odor di elezioni”

domenica 04 Settembre 2016 - 22:01
L’autunno caldo della Formazione: corsi ancora al palo e rischi di nuove assunzioni in “odor di elezioni”

I corsi dell'obbligo formativo dovrebbero iniziare il 15 ma a 10 giorni dall'avvio ci sono problemi burocratici. Per i corsi dell'Avviso 8, che dovrebbero portare in Sicilia 135 milioni di euro e dare lavoro a 3 mila operatori il rischio è un altro: gli Enti non hanno l'obbligo di attingere all'Albo dei formatori. L'ombra di nuove assunzioni e del clientelismo si fa pesante.

Difficile che le scadenze di settembre siano rispettate. Qualche probabilità in più c’è per gli impegni presi sui corsi dell’Avviso 8, che potrebbero essere avviati a fine ottobre o nella prima metà di novembre. Ma le nubi sul cielo della formazione professionale ci sono ancora e sono tante, nonostante le rassicurazioni che ad esempio a metà luglio diede l’assessore regionale Bruno Marzano agli operatori di Messina riuniti nel salone del Don Orione.

Le nubi più grosse riguardano: 1) l’avvio dei corsi per l’obbligo formativo (destinato ai giovani al di sotto dei 19 anni) e che dovevano, nelle intenzioni dell’assessore, iniziare il 15 settembre, in concomitanza con l’anno scolastico, ma che sono fermi al palo 2)i rischi di nuove ondate di assunzioni a scapito degli oltre 8 mila iscritti all’Albo regionale.

Il Piano proposto dall’assessore Marzano per rimettere in moto la macchina della Formazione in autunno puntava su due binari, i corsi dell’obbligo formativo e quelli dell’Avviso 8, ma l’estate non ha consentito molti passi avanti.

Per i 774 corsi dell’obbligo formativo, che avrebbero consentito ad una prima tranche di 1.400 operatori di tornare a lavorare dopo gli anni bui, l’ostacolo è dovuto al mancato accreditamento degli Enti a causa delle lentezze di Sviluppo Italia Sicilia.

Il sistema di valutazione è infatti affidato alla partecipata messa in liquidazione e con i dipendenti senza stipendio da mesi. L’iter quindi procede a rilento, nonostante le rassicurazioni dei vertici. Il dirigente generale del Dipartimento Silvia ha già avvisato: “se i corsi non partiranno in tempo perché manca l’accreditamento, ne risponderà Sviluppo Italia”. Anche la società però non ha futuro certo, che sarà discusso dall’Ars solo alla ripresa dei lavori, il 13 settembre, quando già, in teoria, dovrebbero essere ai nastri di partenza i corsi dell’obbligo formativo.

C’è poi il capitolo dei corsi dell’Avviso 8 del 2016, finanziati dall’Unione Europea, e che stando alle previsioni dovrebbero riportare al lavoro poco meno di 3 mila operatori. Per questi Silvia ha dato a Sviluppo Italia un mese di tempo per completare gli accreditamenti agli Enti. L’assessore Marzano ha spiegato che sono in corso le verifiche dei progetti presentati dagli Enti e che entro ottobre dovrebbe essere pronta la graduatoria provvisoria, salvo ricorsi. A novembre quindi i corsi dell’Avviso 8,la “fetta più grossa” dovrebbero iniziare.

Ma il problema è un altro: per i corsi dell’Avviso 8 gli Enti, poiché i finanziamenti sono Europei, non hanno l’obbligo di attingere all’Albo regionale.

Il regolamento infatti, proprio perché si tratta di risorse dell’Unione europea, non prevede questo vincolo per gli Enti (parte dei quali ad esempio dopo le inchieste varie hanno fatto un’operazione di maquillage da far invidia a qualsiasi diva del cinema e si sono presentati “nuovi di zecca”). L’Albo dei formatori della Sicilia, voluto dal governo Crocetta dopo scandali e inchieste per tutelare i dipendenti degli Enti travolti, al momento vede iscritte più di 8 mila persone (quanti cioè risultano essere stati assunti entro il 31 dicembre del 2008).

Da luglio il Ministero sta esaminando il piano dei tagli, con la possibilità di prepensionamenti (per i tra il 1951 e il 1956) ed esodi incentivati.

In teoria se il Ministero darà l’ok quel numero dovrebbe essere dimezzato a 4 mila iscritti, che però al momento non hanno particolari tutele, se non quanto strappato dai sindacati e cioè la “premialità”. Chi ha lavorato in un Ente può vantare la premialità che però non costituisce affatto un obbligo per gli Enti, che invece appellandosi al regolamento europeo potranno assumere chi vogliono aprendo un nuovo bacino clientelare che nell’anno che porta alle Regionali 2017 fa gola a tutta la politica.

L’assessore può solo limitare gli appelli agli Enti mentre quelli che hanno messo in cassa integrazione i lavoratori hanno comunque l’obbligo di riassumerli.

Basta però andare a dare un’occhiata alle prime manifestazioni d’interesse degli Enti per capire che la discrezionalità è massima e che il rischio che molti dei 4 mila restino senza occupazione è altissimo. Spesso sono gli stessi dirigenti dell’Ente, attraverso una commissione interna a valutare curricula e istanze.

A rischiare sono soprattutto gli amministrativi messi da parte per far strada ai docenti. Eppure l’assessore Marzano, nella prima versione dell’Avviso 8 aveva provato a mettere il vincolo dell’assunzione attingendo all’Albo, ma la norma è incappata nei ricorsi. In arrivo ci sono 135 milioni di euro che potrebbero rimettere in moto la macchina della Formazione rimasta al palo tra inchieste, arresti, revoche dei finanziamenti ed una riforma mai realmente decollata. I timori sono tutti legati al fatto che dopo 4 anni di parole la macchina riparta a ridosso delle Regionali, lasciando in mano alla politica siciliana le “chiavi” per l’accensione…e soprattutto la possibilità di decidere chi deve salire a bordo e chi restare a terra.

Rosaria Brancato

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