Gli inidonei, i controlli e i "miracoli": l'Atm riorganizza i suoi dipendenti - Tempo Stretto

Gli inidonei, i controlli e i “miracoli”: l’Atm riorganizza i suoi dipendenti

Francesca Stornante

Gli inidonei, i controlli e i “miracoli”: l’Atm riorganizza i suoi dipendenti

martedì 21 Agosto 2018 - 13:31
Gli inidonei, i controlli e i “miracoli”: l’Atm riorganizza i suoi dipendenti

Primo monitoraggio su servizi e personale, dai controlli effettuati ieri recuperati cinque autisti che finora erano stati impiegati soprattutto nel servizio di rimessa e soccorso che invece l'Atm ha deciso di affidare all'esterno. Il presidente spiega le prossime mosse

«Miracolo all’Atm». Il sindaco De Luca questa mattina ha annunciato così, attraverso un videomessaggio Fb, che da un primo monitoraggio sul personale dell’azienda trasporti, ieri dieci lavoratori inidonei alla guida mandati a visita di controllo sono stati dichiarati idonei e quindi potranno essere impiegati alla guida dei bus.

Un’attività che sarà fatta in tutte le partecipate e anche tra il personale comunale per rimettere al posto giusto personale che negli anni ha trovato sistemazioni più “comode” attraverso inidoneità al servizio per cui erano stati assunti.

Il presidente dell’Atm Pippo Campagna ha spiegato che quella di ieri è la prima azione nata dalla necessità di recuperare autisti da mettere in linea sui bus: «Abbiamo avviato un monitoraggio interno per verificare quante persone sono munite di patente e di CQC (la carta di qualifica del conducente) ed è emerso che c’erano lavoratori con queste caratteristiche utilizzati in altre mansioni come il soccorso, la rimessa o la portineria. Per questo è stata disposta la revisione medica presso Rfi a Catania, organo terzo a cui l’Atm fa capo per i controlli sanitari sul personale viaggiante. Per alcuni dei lavoratori si trattava di controllo periodico obbligatorio e dunque abbiamo approfittato per mandare a visita anche altri che risultavano in inidoneità temporanea».

I LAVORATORI MANDATI A CONTROLLO

Nello specifico sono stati 9 i dipendenti che hanno effettuato la visita, di cui 4 per normale controllo biennale. Di questi 9, ce ne sono 4 che svolgono già la mansione di autista, mentre gli altri 5 erano finora divisi tra rimessa, soccorso, 1 in portineria e 1 amministrativo.

Considerato che proprio in questi giorni l’Atm ha deciso di affidare all’esterno il servizio di rimessa e soccorso, adesso i dipendenti autisti che venivano impiegati in questa mansione, tutti autisti perché comunque si tratta di un servizio in cui è necessaria la patente per movimentare i mezzi, saranno destinati alla guida.

GLI INIDONEI DEFINITIVI

Da alcuni dati che arrivano dall’azienda sembrerebbero essere gli 11 gli inidonei dichiarati definitivi per patologie gravi e che sono stati riqualificati in altre mansioni.

AFFIDAMENTO ESTERNO

Il presidente assicura che la scelta di affidare ad una ditta esterna il servizio di soccorso è più economica: «Non paghiamo un servizio “vuoto per pieno”, cioè non abbiamo affidato un servizio con un costo già prefissato. Paghiamo solo gli interventi che richiediamo». In pratica il presidente ha spiegato che se adesso se si ferma un bus prima esce la squadra officina e se non è in grado di risolvere il problema verrà richiesto il soccorso esterno. In media l’azienda effettua circa 30 interventi al mese, ogni intervento dovrebbe costare circa 300 euro ciascuno, credo che sia più economico fare in questo modo che mantenere 6-7 persone in quel servizio per muoversi in presenza dell’emergenza, quando invece possono essere messe alla guida o in altre mansioni.

I PROSSIMI PASSI

Campagna spiega che continuerà l’attività di controllo e che nei prossimi giorni seguiranno altre visite per quei dipendenti che risultano con idoneità temporanee e con idoneità a determinati tipi di servizio: «Abbiamo necessità che tutti quelli che possono guidare lo facciano. Non vogliamo penalizzare nessuno, né tantomeno mettere a rischio la salute dei dipendenti o la sicurezza delle persone. Continuo a ribadire che le dicerie sui tantissimi “imboscati” siano solo una leggenda metropolitana, però ognuno dev’essere utilizzato nel ruolo per cui è stato assunto ed è questo che faremo. L’azienda comunque si sta facendo carico di utilizzare tutti quelli che non possono guidare per utilizzare in altre mansioni».

IN CERCA DI NUOVI AUTISTI

L’Atm tenterà la strada degli interpelli interni, come già è stato fatto negli anni scorsi anche dalla vecchia governance dell’azienda di via La Farina, ma senza grandi risultati. In questi ultimi quattro anni non sono stati più di una decina i dipendenti che hanno risposto agli interpelli interni e che hanno lasciato le loro mansioni per diventare autisti. Campagna però ci riprova. E resta in attesa di avere notizie anche da Palazzo Zanca, dove si dovrebbe tentare la stessa strada dell’interpello interno.

Francesca Stornante

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