Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone chiedono all'Amministrazione Basile interventi strutturali su scarichi fognari, pulizia e accessibilità
«Il raggiungimento del riconoscimento della “bandiera blu” costituisce sicuramente un traguardo da salutare con soddisfazione, che certifica come l’ecosistema dello Stretto di Messina sia un habitat unico e da difendere contro ogni ipotesi di modifica e stravolgimento» ma «non si può non osservare come le spiagge di Messina necessitino ancora di molti interventi non rinviabili per renderle davvero inclusive e in linea con gli elevati standard ambientali che caratterizzano le migliori spiagge italiane».
Così i consiglieri comunali del Pd, Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone.
Le criticità su accessibilità e pulizia del litorale
Sui servizi e sui presidi dedicati ai disabili, osservano: «Se è vero che sono state collocate delle passerelle che dovrebbero agevolare l’accessibilità in spiaggia, dobbiamo riscontrare come le spiagge comunali, anche “bandiera blu”, non abbiano ad oggi le sedie “Job” che consentirebbero l’effettiva e agevolata fruizione del mare per i disabili gravi e gravissimi. Su tutto il litorale messinese, salve fatte due sole eccezioni rappresentate da lidi privati, oltre le passerelle in spiaggia non si è ancora andati. Anche nella rilanciata spiaggia del Ringo, nonostante un ingente investimento in cabine, torrette e altre attrezzature, non si è ancora pensato di collocare e mettere a regime delle sedie “Job”. E così, lungo l’intero litorale cittadino, da Nord a Sud».
In merito alla gestione dei rifiuti lungo le coste, aggiungono: «Inoltre, nonostante lo sforzo prodotto per promuovere la raccolta differenziata, sono diversi i tratti di litorale cittadino che sono sprovvisti dei cestini di raccolta di rifiuti, con evidenti conseguenze per la pulizia del litorale. A solo titolo di esempio, lungo l’intero tratto di spiaggia di San Saba – Montagne di sabbia, non è presente un solo cestino per i rifiuti, con conseguenze evidenti in termini di sporcizia sulla frequentatissima spiaggia».
Gli sversamenti e il percorso per le Vele di Legambiente
Il punto centrale del ragionamento riguarda le reti fognarie e la qualità complessiva dell’ecosistema: «Se è vero che la Fee ha riconosciuto un percorso di miglioramento sulla qualità delle acque, non si può non rilevare come gli sversamenti fognari nell’intero litorale cittadino, da Nord a Sud non solo non siano diminuiti ma, al di là di qualche intervento tampone, permangano negli anni senza effettivi interventi infrastrutturali sui dotti fognari».
«Non vorremmo che l’ottenimento del riconoscimento della “bandiera blu” annualmente, peraltro con ingenti e milionari investimenti dei PN Metro e Metro Plus,» sottolineano Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone «sia l’unico obiettivo perseguito che copra i tanti problemi ancora non risolti della fruizione balneare del nostro litorale. Annualmente, il Comune dovrebbe investire per migliorare e risolvere problemi strutturali che impattano sulla qualità di acque e spiagge, non ci si deve accontentare solo del risultato ottenuto».
In conclusione, la proposta indirizzata a Palazzo Zanca: «In tal senso, chiediamo all’Amministrazione Basile di impegnarsi per attivare per le nostre spiagge anche il percorso di riconoscimento delle “Vele” di Legambiente, che annualmente tengono opportunamente in conto criteri molto stringenti relativi a qualità dell’ecosistema, allo stato ambientale effettivo delle coste, alla presenza e alla quantità di acque di scarico a mare, alla funzionalità del sistema fognario e di depurazione delle acque, alla concreta accessibilità in acqua dei soggetti portatori di disabilità. Indicatori, quelli di Legambiente, che vanno più in profondità sulla effettiva qualità complessiva dell’ecosistema e dei servizi offerti ai bagnanti. Riteniamo che Messina debba alzare ancora di più l’asticella e non possa più accontentarsi di quanto raggiunto. E per farlo, al di là della celebrazione del momento, vanno immediatamente programmati interventi migliorativi strutturali: dalle fuoriuscite di liquami a un potenziamento del servizio igienico complessivo sulle spiagge, alla accessibilità vera del mare».

