In una lettera indirizzata al Rettore, il partito diffida l’Università di Messina, unica titolare dell’eredità dello studioso, a difendere i propri diritti.
La Federazione provinciale del Partito dei Comunisti italiani è intervenuta nuovamente sulla questione della gestione dell’eredità dello studioso Nino Pino Balotta, scrivendo una lettera indirizzata al Rettore dell’Università di Messina, Francesco Tomasello. La Federazione, infatti, sostiene che siano sopraggiunti nuovi “pretendenti” intenzionati a mettere mano sull’eredità dello studioso e pertanto ha diffidato l’Università di Messina, unica depositaria delle carte di Nino Pino, a difendere i propri diritti. Come prova di quanto affermato, il Pdci ha segnalato un articolo pubblicato sul periodico della Pro Loco di Barcellona P.G., “Simùn”, nel quale si annunciano una serie di iniziative promosse da Antonino Costa, presidente del Comitato “Pro Nino Pino Balotta”, che, secondo il partito, «configurano violazione dei diritti dell’Università, derivanti dal testamento del Prof. Antonino Pino»; in particolare una mostra di documenti, foto, e altri materiali sulla vita e i lavori di Pino, e la rappresentazione della sua opera “U Tamburu”, «su cui – ha sostenuto ancora il partito – gravano i diritti di autore e gli altri diritti ad essi connessi spettanti all’Ateneo». Inoltre, dall’articolo si apprende che Antonino Costa sarebbe stato delegato dall’on. Ugo Sposetti, tesoriere del Partito dei Democratici di Sinistra, «a prelevare e conservare il materiale documentale che si trova ancora nei locali di proprietà di Nino Pino Balotta» e avrebbe persino chiesto di potervi accedere. Questo atto rappresenta per il partito comunista una chiara intromissione dei Democratici di Sinistra, i quali «rivendicano ciò che non spetta loro». Nella lettera si precisa inoltre che, se nel 1965 l’allora Partito Comunista Italiano ha acquistato buona parte dell’abitazione di Nino Pino, nel contratto stipulato non si fa menzione delle carte dello studioso (documenti, epistolario, materiale fotografico ed audiovisivo, ecc.) le quali, per testamento, spettano all’Università di Messina. Pertanto – come si legge in conclusione – il Pdci «confida in un intervento tempestivo del Rettorato tendente a bloccare il perpetuarsi di abusi e a tutelare, in tutte le sedi necessarie, i propri diritti e il proprio ruolo, nel rispetto della legge e dell’interesse pubblico connesso all’eredità di Nino Pino Balotta, di cui l’Università di Messina è unica titolare. E ciò in coerenza con l’annunciato proposito di procedere direttamente alla catalogazione e valorizzazione di tutto il materiale di cui essa detiene la proprietà».
