Basile e il caso firme: "Da Scurria procurato allarme, la legge è chiara"

Basile e il caso firme: “Da Scurria procurato allarme, la legge è chiara”

Marco Olivieri

Basile e il caso firme: “Da Scurria procurato allarme, la legge è chiara”

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domenica 26 Aprile 2026 - 11:35

L'ex sindaco così replica al candidato del centrodestra sulla possibile esclusione di 14 su 15 liste di Sud chiama Nord dalle amministrative a Messina

MESSINA – Continua a macinare chilometri, tra scooter e “macchinina” con simbolo elettorale, e non appare preoccupato. Così l’ex sindaco e ora ricandidato Federico Basile risponde al suo avversario Marcello Scurria sul cosiddetto “giallo delle firme”: “Sud chiama Nord ha investito della questione l’assessorato regionale e ha avuto una risposta chiarificatoria. Quello dell’avvocato e candidato sindaco Scurria mi sembra un procurato allarme. Io sono sereno e se ci sarà un ricorso sarà valutato nel rispetto della legge. Sono concentrato sul mio programma per Messina”.

Negli ultimi giorni, le amministrative sono state decisamente segnate dal caso firme. Per il candidato del centrodestra, 14 su 15 liste di Sud chiama Nord, a favore di Basile, sono fuori legge. Dovrebbero essere escluse perché, per presentarsi alle elezioni amministrative, sarebbe necessaria la raccolta delle firme. E il riferimento nel simbolo al partito di Cateno De Luca non le esenta dalle firme.

Le elezioni amministrative a Messina e il quesito all’assessorato regionale

Di conseguenza, il candidato del centrodestra ha inviato un “atto di significazione”, in sostanza una diffida, al presidente della Commissione elettorale circondariale di Messina. E si fa riferimento al quesito posto proprio dal gruppo Sud chiama Nord presente all’Assemblea regionale. In precedenza, infatti, ScN di De Luca aveva investito della questione l’assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione pubblica.

In sostanza, per Scurria, la normativa consentirebbe a una sola lista collegata a un partito o gruppo politico, costituito presso l’Ars, e che nell’ultima elezione abbia ottenuto almeno un seggio, di non raccogliere le firme. E non a “un numero di liste plurimo e indeterminato nelle elezioni comunali e circoscrizionali indette per il 24 e il 25 maggio 2026, comunque contrassegnate con il proprio simbolo o con il proprio simbolo affiancato a quello di altra lista”.

Cosa dice la legge regionale del 1992

La tranquillità in casa di Sud chiama Nord, invece, nasce dall’articolo 7 , comma 3, della legge regionale del 1992: “Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l’Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell’ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio, anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli. In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata”.

Il ricorso al Tar di Giorgianni e Starvaggi contro le elezioni il 24 e 25 maggio

In più, c’è anche il ricorso al Tar con udienza in Camera di consiglio per il prossimo 5 maggio. Ricorso contro il decreto di indizione delle elezioni amministrative a Messina il 24 e 25 maggio. Un ricorso presentato dagli avvocati Paolo Starvaggi e Angelo Giorgianni. Quest’ultimo ex senatore ed ex magistrato, oggi al fianco del candidato sindaco Gaetano Sciacca. I legali sostengono che Federico Basile si sia dimesso con tre giorni di ritardo. E che il commissariamento potrebbe durare un anno. Ma la Regione siciliana ha chiarito che non ci sono stati errori. E che prevale la normativa regionale.

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Un commento

  1. ……. oltre a 100 mila euro annui, ……… ! Dunque il Dirigente ( a prescindere del caso in discussione) percepisce già un più che lauto stipendio per assolvere il proprio incarico, ed è pagato molto bene proprio perchè i traguardi da raggiungere sono difficili e molto impegnativi. Quindi non capisco perchè lo si debba ancora ” foraggiare ” con i soldi dei cittadini che pagano, cara, l’acqua e un servizio che a malapena funziona.
    Io direi che dovrebbe essere il contrario, se l’impegno non è adeguato, se i problemi non vengono risolti celermente, se i traguardi non si raggiungono, devono essere penalizzati, dopo il primo anno esaminando e giudicando l’operato, se del caso licenziato, punto e basta.

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