La squadra che rappresenta la città nel basket ha bisogno del contributo di tutti per provare a ribaltare il risultato del primo match dei quarti di finale playoff di serie C: ecco perché stare insieme a questi ragazzi, credere nella società di Nino Centorrino
Per chi ama lo sport, il basket, e al contempo tiene vivo dentro di sé l’orgoglio e lo spirito di appartenenza alla propria terra, non può esserci occasione migliore che seguire l’Amatori Messina. Nel pomeriggio, alle ore 18.30, al PalaTracuzzi, i nero-arancio affronteranno in gara due Acireale, vittoriosa nel primo match della serie playoff al PalaVolcan. Una compagine decisamente più attrezzata, che ha effettuato investimenti ingenti sul mercato per ottenere il salto di categoria. I messinesi però sono intenzionati a vender cara la pelle provando a fare leva sul proprio pubblico che in terra etnea, l’uno maggio, ha partecipato in maniera massiccia. Oggi, più dell’ultima trasferta, servirà il contributo del pubblico per spingere i ragazzi di Checco D’Arrigo alla vittoria che consentirebbe di tornare ad Acireale per giocarsi la “bella” e tentare l’exploit. Ecco una rapida “guida” in dieci punti riservata sia a coloro i quali sono ancora in dubbio se andare o meno a vedere la partita, sia a quanti una partita non l’hanno mai seguita.
1. AVVERSARI – Come detto, la squadra che l’Amatori dovrà affrontare può contare su un organico qualitativamente e numericamente superiore a quello di Messina. Ciò nonostante, i peloritani punteranno sulle proprie qualità: intensità, imprevedibilità e voglia di cogliere di sorpresa gli avversari. Servirà una grande difesa ma sarà soprattutto necessario mettere pressione ai granata e portarli all’errore.
2. ORGOGLIO MESSINESE – Non è un caso se abbiamo scritto i peloritani. Per chi non lo sapesse infatti, buona parte degli atleti che compongono il roster nero-arancio sono di Messina, lavorano e/o studiano qui. E anche coloro che provengono da fuori, come Danilo Crovace, ormai vivono la canotta nero-arancio come una seconda pelle.
3. LO SPIRITO – Atleti che, come nello stile del loro coach, Checco D’Arrigo, danno tutto in campo perché credono in quello che fanno. Possono poi anche perdere, ma sicuramente chi vede le partite dell’Amatori torna a casa fiero di quanto la propria squadra ha fatto vedere sul parquet.
4. VINCERE O PERDERE – Vincere o perdere (ovviamente è meglio vincere) importa fino ad un certo punto, perché lo spirito con il quale i ragazzi scendono in campo ti fa capire che, comunque vada, non si perde.
5. POCHI EURO / TANTO CUORE – Il tutto considerando che l’Amatori conta su un monte ingaggi nettamente inferiore a quelli delle altre squadre di serie C. Messina infatti, quest’anno, si è assestata al terzultimo posto nel livello di spesa del girone H, davanti solo a Rosarno e a Reggio Calabria. Ma nonostante tutto, è riuscita a mettersi alle spalle squadre nettamente più attrezzate come Racalmuto, Napoli e Salerno. Ciò grazie alla capacità, tra infortuni e cali di rendimento, di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo. Oggi tanti cuori, con il supporto dei tifosi.
6. SOCIETA’ SANA – Tutto questo è stato possibile grazie ad una serie ed oculata politica sportivo-amministrativa-gestionale del presidente Nino Centorrino e del suo staff. Messina, infatti, è una delle poche società, non solo in serie C, ma anche nelle categorie superiori, a non avere mai avuto, per esempio, problemi di stipendi non pagati agli atleti. Le promesse sono state sempre mantenute e questo è un privilegio anche per i giocatori. Una società pulita, che punta sui giovani, che ha sempre fatto dei valori dello sport la propria bandiera, che si basa sul lavoro e sugli sforzi di coloro che negli anni hanno creduto nella crescita del progetto Amatori.
7. MANCANZA ISTITUZIONI E SPONSOR – Tanti contributi di lavoro e soprattutto il grande sforzo economico del presidente Nino Centorrino, che praticamente da solo, soprattutto nelle ultime stagioni, si è sobbarcato i costi di un “giocattolo” che continua ad appassionare tanti tifosi, in una città in cui le logiche imprenditoriali sono e continuano ad essere sempre poco chiare. Ecco perché, per coprire le mancanze di istituzioni e sponsor, che in rarissime occasioni hanno dimostrato il proprio supporto ad una realtà seria come l’Amatori, serve la passione di chi anche solo con un applauso può dimostrare di apprezzare chi difende il nome della città di Messina nel basket, talvolta disprezzato in centri vicini, anche della provincia.
8. SENTIRSI PARTE DI UNA REALTA’ – L’Amatori ti da questo, ti permette di sentirti parte di una realtà, di vivere la partita come se in campo, insieme a quei ragazzi, ci fossi anche tu. Insieme nei momenti difficili e in quelli belli, nella condivisione, perché messinese come loro.
9. MOMENTO DIFFICILE – Emozioni non usuali in un momento relativamente difficile per lo sport cittadino, nel quale solo alcune realtà riescono a mantenersi a lungo nel professionismo e a buoni livelli.
10. SODDISFATTI O RIMBORSATI – Andare al PalaTracuzzi è gratis. L’ingresso è libero, potere provare, entrare, stare qualche minuto e se lo spettacolo non è di vostro gradimento lasciare l’impianto. Soddisfatti senza la necessità di essere rimborsati. (Foto Roberto Lembo)
