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Milazzo. Vecchio ospedale di Vaccarella, ricorso del Comune al presidente della Regione

Serena Sframeli

Milazzo. Vecchio ospedale di Vaccarella, ricorso del Comune al presidente della Regione

lunedì 21 Gennaio 2013 - 21:46
Milazzo. Vecchio ospedale di Vaccarella, ricorso del Comune al presidente della Regione

Pino si impegna per non perdere la titolarità del bene

“L’ospedale di Vaccarella appartiene al Comune di Milazzo e alla comunità milazzese”.
Queste le parole del sindaco Carmelo Pino che, a distanza di pochi giorni dalla notizia della mancata vendita dell’immobile situato nel quartiere marinaro, ribadisce tale convinzione e comunica che l’Amministrazione ha presentato un ricorso straordinario alla presidenza della Regione per dirimere una volta per tutte tale controversia.
“In questi anni- spiega Pino- purtroppo tutti coloro che ci hanno preceduti nell’amministrazione della città non hanno seguito la questione con la giusta attenzione, e soprattutto producendo quella documentazione che ritengo sia fondamentale per affermare la titolarità del bene. L’obiettivo è quello di acquisire la certezza della proprietà del vecchio ospedale di Vaccarella, come peraltro emerge da molte carte”.
Pino ricorda che dopo la pronuncia del giudice del tribunale che ha rimandato ogni determinazione al presidente della Regione, tutto si è bloccato: “l’allora presidente Lombardo non si è espresso, nessuno ha sollecitato alcunché e così la Regione ad un certo punto l’ha ritenuto bene del proprio patrimonio mettendolo all’asta. Ma le cose non stanno affatto così come si evince dalla documentazione venuta fuori grazie all’attento e scrupoloso lavoro del rinnovato Ufficio di gabinetto”.
Pino prosegue così dettagliatamente nelle spiegazioni: “infatti oltre alla richiesta delibera Potestarile del 1930, sono venuti fuori altri atti come un approfondimento dell’ex direttore dell’ospedale, Ernesto Buzzanca dal quale si evince che comunque l’ospedale nuovo di Grazia era pienamente funzionante a partire dal 1972. Ma c’è di più: alla data della prima riforma sanitaria (1978) tutti i beni furono trasferiti ai Comuni e non al Servizio sanitario nazionale e solo nel 1992, in occasione della seconda riforma sanitaria, le Asl acquistano personalità giuridica e quindi possono essere titolari di beni patrimoniali. Ogni indagine sulla proprietà dunque andrebbe riferita a questa data e non al 1978, e tuttavia l’ex ospedale di Vaccarella non è stato mai di proprietà dell’azienda sanitaria. Infatti è dimostrabile che inizialmente il bene appartenesse alla Congregazione di carità che per la parte più ampia e antica l’aveva già destinato ad ospedale civico, mentre per la parte aggiunta successivamente, in origine utilizzata come orfanotrofio, era stato già disposto dalla testatrice originaria che, cessato lo scopo, dovesse fungere anche da ospedale quale ampliamento della parte già esistente. Tutti questi beni, ex lege, furono trasferiti ai Comuni negli anni Sessanta in occasione della soppressione degli Enti comunali di assistenza (Eca)”.
Altro aspetto che è stato oggetto di approfondimento da parte dell’ ufficio del Sindaco è stato quello dell’utilizzo del bene, difatti dalla chiusura dell’ospedale (1972) di fatto l’Asl ha abbandonato totalmente l’immobile al suo destino, utilizzando solo parzialmente e in modo discontinuo la parte successivamente aggregatasi.
“Ma la cosa che ritengo determinante – conclude il sindaco Pino – è la mancata destinazione a presidio sanitario dell’immobile che preclude all’Asp ogni rivendicazione sulla proprietà. In tal senso conforta un parere dell’ufficio legislativo e legale della Regione che nel 2003 si è occupato di una problematica analoga, sancendo la necessità di un atto formale del Comune per destinare il bene a presidio sanitario. Atto che nel nostro caso, fortunatamente non c’è stato”.

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