Brolo. Inaugurata la casa di comunità “spoke" dell’Asp di Messina

Brolo. Inaugurata la casa di comunità “spoke” dell’Asp di Messina

Redazione

Brolo. Inaugurata la casa di comunità “spoke” dell’Asp di Messina

lunedì 20 Aprile 2026 - 16:30

Vi trovano sede l’assistenza medica, i servizi infermieristici, il punto unico di accesso (PUA), sportelli e uffici dedicati ai servizi sociali.

BROLO – È stata inaugurata oggi a Brolo la nuova casa di comunità “spoke” dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, un presidio pensato per garantire prossimità, continuità assistenziale e presa in carico globale delle persone, con particolare attenzione ai pazienti cronici, ai soggetti fragili e alle loro famiglie.

La struttura si inserisce nel modello di potenziamento della sanità territoriale promosso dalla Regione Siciliana, con l’obiettivo di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso ospedalieri, rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e promuovere una medicina di iniziativa e non solo di attesa. La casa di comunità “spoke” di Brolo opererà in rete con gli altri servizi dell’Asp di Messina, in un’ottica di presa in carico multidisciplinare e integrata, offrendo ai cittadini un punto di riferimento unico per l’accesso ai percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.  È un investimento sul futuro della salute dei nostri cittadini, reso possibile dai finanziamenti del Pnrr. Si è lavorato con rigore e velocità per consegnare strutture di alta qualità prima dei tempi contrattuali: un risultato corale che valorizza professionalità interne ed esterne dell’azienda sanitaria.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto, che è anche presidente della Commissione Sanità ARS Sicilia, il deputato regionale Pino Galluzzo, le autorità civili, religiose e militari, la Direzione Strategica dell’Asp di Messina e numerosi cittadini. “Come sindaco e come presidente della commissione sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana – ha aggiunto Laccoto – considero questa struttura un presidio fondamentale per garantire equità nell’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze e offrire servizi di qualità in questo territorio e i limitrofi”. Vi trovano sede l’assistenza medica, i servizi infermieristici, il punto unico di accesso (PUA) che serve in ambito sanitario e amministrativo, nonché gli sportelli e gli uffici dedicati ai servizi sociali.

L’assistenza alle “cure primarie” è riservata invece alla medicina di gruppo integrata. Qui operano i medici di medicina generale (MMG), i pediatri di libera scelta (PLS) e gli infermieri di famiglia o di comunità (IFoC) e gli psicologi di comunità, all’interno di spazi progettati per favorire il lavoro in equipe e l’approccio interdisciplinare alla cura. Mentre l’area “specialistica” è dedicata ai servizi diagnostici e specialistici. Sono presenti ambulatori per la diagnostica di base, un’area prelievi e spazi per visite specialistiche.

“Rappresenta un tassello del percorso di rafforzamento della sanità territoriale che stiamo portando avanti nella provincia di Messina. È una struttura – afferma la Direzione Strategica dell’ASP di Messina, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi – capace di intercettare precocemente i bisogni di salute, di seguire nel tempo i pazienti cronici e fragili. Si inserisce in un contesto, quello dei Nebrodi, nel quale vi sono altre case di comunità spoke e hub, e presto saranno realizzati ospedali di comunità, oltre ai tradizionali nosocomi, creando così una rete  importante e completa di assistenza”.

“La sanità nuova che vogliamo costruire in questo territorio – conclude la Direzione Strategica – più vicina, più semplice e più moderna. Le case di comunità, come quella di Brolo, sono il simbolo di una strategia che punta sull’integrazione tra professionisti, sull’uso intelligente delle tecnologie e sulla prevenzione. Un esempio concreto di questa visione: è una sanità che non aspetta il cittadino, ma lo cerca, lo segue, lo sostiene e lo accompagna, con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione”.

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