In merito all'indagine che investe la manutenzione della rete autostradale, il Consorzio segnala di collaborare con gli inquirenti "senza riserve"
MESSINA – Inchiesta sugli appalti pubblici illeciti. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane, “in relazione alle notizie di stampa riguardanti l’indagine della Procura di Messina su appalti di manutenzione della rete autostradale, esprime il più vivo apprezzamento per l’operato della Procura della Repubblica di Messina e dei carabinieri del Nucleo investigativo, e rinnova la piena fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria, con la quale collabora senza riserve”. Così in una nota.
“Avevamo segnalato gravi anomalie negli appalti oggetto d’indagine”
Continua il Cas: “Sul piano amministrativo, Autostrade Siciliane si era mossa in anticipo ed aveva già da tempo rilevato gravi anomalie negli appalti oggetto di indagine. L’appalto per l’illuminazione delle gallerie della A18 e A20, era stato infatti risolto per inadempimento, dopo diverse contestazioni fatte nel 2024 e nel 2025. Per l’appalto di manutenzione dei cavalcavia della A18, la struttura di gestione del Consorzio aveva già formalmente contestato all’impresa aggiudicataria gravi inadempienze contrattuali, con la diffida ed il preannuncio di esecuzione in danno”.
“Il Consorzio si riserva di costituirsi parte civile”
“L’indagine della Procura di Messina adesso consente di chiarire cosa si muoveva dietro questi appalti. Il Consorzio si riserva la costituzione di parte civile, in attesa che le indagini abbiano la loro conclusione e venga definitivamente delineato il quadro delle responsabilità”, conclude il Cas.
L’inchiesta
È l’imprenditore di Gioiosa Marea Francesco Scirocco il principale indagato nell’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Messina, che ha portato a 12 misure cautelari nei giorni scorsi. Insieme a lui sono finiti ai domiciliari Gaetano Busà, Basile Calandra Sebastianella, Domenico Lo Gozzo, Michele Caruso Scaffidi e Carmelo Munafò. Per Angelo Barbetta, Emanuele Bonfiglio, Giovanni e Saverio Iaquinta, Massimo Piscitello e Carmine Sepe, invece, la misura cautelare è di divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione.
La Direzione distrettuale antimafia ha parlato di “associazione per delinquere” finalizzata alla gestione della fase esecutiva di una serie di importanti appalti pubblici, aggiudicati da enti come il Cas ma anche dall’ufficio regionale del Genio civile – sezione di Trapani, dal Comune di Brolo e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.

