Ieri il botta e risposta con l’ex amministratore unico del club sul presunto mancato rispetto degli accordi del contratto di vendita della società. Il punto in meno in classifica potrebbe essere il primo di una serie attesa
L’attuale proprietà dell’Acr Messina dispensa serenità nonostante il brutto momento iniziato ieri con la missiva dell’ex amministratore unico Marcella Chierichella e proseguito con il punto di penalizzazione comminato dal giudice sportivo. Partiamo proprio da questo passaggio. Le penalità legate alle vertenze non saldate erano attese già da mesi, ma al momento il rapporto di lavoro non rispettato, per il quale è stata comminata la sanzione, è quello con il calciatore Giuseppe Alizzi.
La Commissione Disciplinare Nazionale, esaminati gli atti, udita la relazione del rappresentante della Procura Federale, ha rilevato il mancato pagamento (nel termine di trenta giorni dalla comunicazione) in favore dell’ex Igea delle somme stabilite in prima istanza dalla Commissione Accordi Economici con provvedimento dell’8 luglio 2010, e successivamente confermate dalla Commissione Vertenze Economiche, in data 10 novembre 2010, (CU 13/D) per inammissibilità dell’appello proposto, che intimava alle parti soccombenti, con raccomandata (ricevuta in data 30 novembre 2010), di pagare le somme indicate, nei termini e modi stabiliti dalla normativa vigente.
Il 4 aprile 2011, il Procuratore Federale aveva deferito il presidente Bruno Martorano, proprio per non aver ottemperato, nella sua qualità di legale rappresentante della società, alla decisione della Commissione Accordi Economici divenuta definitiva per il rigetto dell’impugnativa proposta presso la Commissione Vertenze Economiche della FIGC, e quindi al pagamento della somma dovuta di 23.286,5 euro. Dichiarata inammissibile la nota pervenuta alla commissione in data 18 aprile del Messina in quanto tardiva. Per tutti questi motivi la CDN ha accolto il deferimento e, riconosciuta la responsabilità delle parti deferite, inflitto alla società peloritana la sanzione della penalizzazione da scontare nella corrente stagione sportiva, nonché quella dell’ammenda di € 5.000,00. Inflitta inoltre la sanzione dell’inibizione per sei mesi a Bruno Martorano.
Capitolo Chierichella. La compagna d’avventura di Arturo Di Mascio ha chiesto il rispetto degli accordi sanciti per il passaggio di mano della società: «A tre mesi e mezzo dall’atto firmato dal notaio – ha scritto l’ex amministratore unico del club giallorosso -, personalmente sto ancora aspettando il saldo di quanto sottoscritto che doveva pervenire entro e non oltre il termine perentorio del 28 febbraio». Tralasciamo volontariamente la parte in cui la Chierichella ipotizza addirittura un suo ritorno, che sarebbe diverso dai precedenti. Non ci vogliamo nemmeno pensare. La signora sappi che qui, non c’è nessuno desideroso di rivederla. Qualche ora dopo la sortita dei campani guidati da “donna Marcella”, è arrivata la replica di Martorano: «La signora Marcella Chierichella dimostra di non aver letto bene l’atto notarile, firmato da entrambe le parti. Come da lei stessa garantito i debiti della società non dovevano superare i 157.000,00 euro. In caso contrario le somme eccedenti sarebbero state saldate dalla precedente società da lei rappresentata. La signora Chierichella ci ha nascosto la reale quantità dei debiti accumulati nel corso della loro gestione e stiamo valutando come tutelarci da questa situazione che ci ha danneggiato». Queste le parole del massimo dirigente giallorosso, con il club che anche attraverso le parole del responsabile dell’area tecnica Pasquale Leonardo continua a parlare in termini ottimistici del futuro.
Con il Messina che sul campo non dovrebbe comunque avere problemi a conquistare la salvezza, le attenzioni con il finire del campionato sembrano nuovamente andare a concentrarsi sugli aspetti amministrativi-societari. Nella speranza che non si debba vivere l’ennesima estate di fuoco. (Foto Isolino)
